«Coop Azzurra vicina al fallimento»

31 Marzo 2016

Il presidente Supino avvia tre diversi decreti ingiuntivi contro la Asl provinciale che non paga le fatture dal 2011

CHIETI. Dipendenti senza stipendi, problemi con la Direzione territoriale del lavoro e degli oltre 3 milioni di euro di crediti Asl, neanche l’ombra.

Nonostante i tre decreti ingiuntivi autorizzati dai giudici Nicola Valletta e Camillo Romandini. Sono giorni difficili per la cooperativa Azzurra di Pietro Supino e per i suoi 170 dipendenti, tutti soci lavoratori, che ormai non sanno più come tirare avanti. Dal 1996 la cooperativa sociale gestisce il servizio di assistenza domiciliare integrata (Adi) per conto della Asl. Un servizio che, inoltre, è stato oggetto di decine di proroghe, sempre a tariffe bloccate. Il servizio di assistenza domiciliare viene assicurato da terapisti e infermieri per 19,11 euro l’ora. Tariffa nettamente inferiore a tutte le altre realtà della zona (Lanciano applica un euro in più all’ora, senza però fornire i servizi di trasporto, farmaci e rifiuti, che invece la cooperativa assicura, a Pescara la tariffa è di 24 euro l’ora per i terapisti e 28 per gli infermieri). Per riavere indietro i soldi l’avvocato Vittorio Supino, fratello del presidente della cooperativa, ha avviato tre diversi decreti ingiuntivi, due fermi a causa dell’opposizione portata avanti a sua volta dalla Asl, uno fermo perché non è ancora scaduto il termine per il pagamento.

Termine che scadrà tra qualche mese, quando forse ormai sarà troppo tardi. Essendo, infatti, la Asl ente pubblico non economico, l’azienda sanitaria è tutelata da un articolo di legge (art.14 decreto legge 669) che dice che non si può iniziare alcuna azione se non sono trascorsi 120 giorni. Che sommati ai 40 assegnati per proporre opposizione, fanno slittare di molto i pagamenti. «La cooperativa è quasi al collasso finanziario», dice il presidente Supino, «il ricorso forzoso ad alternative forme di credito ed anticipazioni concesse da Banca Prossima per far fronte ai debiti creati dal mancato pagamento delle prestazioni fornite e tutti connessi allo svolgimento dei servizi (Inps, Inail, Irpef, Inail) non riesce più a coprire i vuoti causati dal sistemico inadempimento della Asl. Si pensi che ci sono fatture non pagate che risalgono addirittura al 2011». (a.i.)