Coronavirus, positivi altri quattro migranti

11 Agosto 2020

Contagiati un profugo a Schiavi d’Abruzzo e tre a Gissi. Il sindaco Chieffo presenta due esposti

GISSI . Emergenza Covid, sale la tensione nel Vastese. Il dipartimento di Prevenzione della Asl ha inviato tramite pec ai Comuni di Gissi e Schiavi d'Abruzzo una comunicazione dalla quale risulta che a Gissi altri tre cittadini stranieri ospitati presso il Cas sono risultati positivi al Covid-19. A Schiavi è stato accertato il contagio di uno dei 18 profughi ospiti del Cas "Hotel Il Tempio". Tutti gli immigrati sono in isolamento e la prefettura ha assicurato la vigilanza h24.
La situazione più preoccupante riguarda Gissi. Il totale dei positivi è salito a 19. Anche gli altri 13 migranti attualmente negativi, sono in quarantena. «Non hanno avuto e non avranno», assicura il sindaco Agostino Chieffo, «alcun contatto diretto con la popolazione. Anche gli operatori della struttura che hanno lavorato nel periodo che va dal 31 luglio al 4 agosto, risultati tutti negativi al tampone, si trovano in isolamento domiciliare sotto il controllo della Asl». Chieffo ha confermato di avere presentato ieri mattina due distinti esposti, uno inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento e uno, tramite i carabinieri di Gissi, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vasto. «In sintesi», fa sapere il primo cittadino, «alla Procura di Agrigento ho chiesto di verificare se sono state rispettate le prescrizioni previste per i trasferimenti e per i trasporti dei 50 migranti arrivati a Gissi; se sono stati eseguiti i prescritti controlli sanitari; se è stata rispettata l’ordinanza del ministero della Salute del 16 luglio, che, tra l’altro, al 31 luglio vietava il transito nel territorio nazionale di persone provenienti dal Bangladesh, mentre a Gissi sono arrivati addirittura 38 ragazzi di tale nazionalità sbarcati a Lampedusa il 27 luglio. Alla Procura della Repubblica di Vasto», aggiunge Chieffo, «ho chiesto invece di verificare la regolarità della procedura che ha portato alla individuazione del Cas di Gissi per l’accoglienza di 50 migranti provenienti dagli sbarchi di Lampedusa e quindi da porre in quarantena, considerando che la struttura si trova in pieno centro abitato, in un edificio che ospita diverse abitazioni private e un pubblico esercizio. Ho chiesto anche la verifica del rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie, l’idoneità degli spazi a disposizione per ospitare 50 persone e garantire la loro sicurezza nelle condizioni di isolamento e quarantena a cui dovevano essere sottoposti». (p.c.)