«Così cambiamo la sanità» Ecco le proposte dei medici

Il sindacato dei camici bianchi Fimmg presenta un piano al direttore generale Petrucci: studi associati per migliorare l’assistenza e svuotare gli ospedali
CHIETI. Aree interne da tutelare, non chiudendo i servizi sanitari presenti, e ospedali da disingolfare. Questi i due obiettivi che i medici di base della provincia teatina propongono al nuovo direttore generale Thomas Schael che ha incontrato la dirigenza Fimmg (Federazione medici di medicina generale). Il nuovo segretario provinciale Fimmg, Mauro Petrucci, si è presentato all’incontro con una serie di proposte per migliorare la sanità locale, partendo dalla tutela delle aree interne, sempre più sguarnite di presidi di assistenza sanitaria, con i pazienti che si riversano negli ospedali dei centri maggiori e in particolare nel Santissima Annunziata alle prese con i problemi di sovraffollamento. «Noi medici siamo pronti a collaborare con il nuovo manager Asl, riaprendo un dialogo all’insegna della serenità, invertendo il trend col passato quando il contenzioso ha superato i 14 milioni di euro», dice Petrucci.
Primo problema da affrontare, secondo i medici di base, è quello delle malattie croniche, legate all’invecchiamento della popolazione. Petrucci cita i dati: «L’ultimo rapporto Svimez, relativo al 2018, ci attribuisce un tasso natalità di 6,8 e di mortalità di 11,2 che determinano un indice di crescita naturale pari a meno 4,4. Vi sono molti paesi a prevalenza di abitanti anziani e fragili dove le vecchie scuole sono state trasformate in case di riposo e ospizi. Molti presidi ospedalieri presenti a ridosso di queste zone sono stati chiusi o ridimensionati nel rispetto delle direttive ministeriali. A queste decisioni non si è fatto precedere una adeguata preparazione di tutta la rete territoriale chiamata a ricevere in carico ciò che non avrebbe più trovato risposta in ospedale costituendo un aggravio di incombenze e responsabilità per i medici di medicina generale».
Sono 321 i medici convenzionati presenti in provincia. Come da regolamento lavorano 5 giorni su 7, ma nonostante questo sono ancora in troppi i pazienti che decidono di andare al pronto soccorso anche se non sono in situazione grave: codici verdi e bianchi che contribuiscono a ingolfare gli ospedali. Secondo i dati dell’Agenzia sanitaria regionale, nel 2018 sono stati 167.739 gli accessi nei cinque pronto soccorso della Asl: i codici bianchi sono stati il 5% e i verdi il 55,1%, per un totale di 60,1% pari a 100.811,13. Per invertire questa tendenza, liberando gli ospedali dai casi di cui potrebbero anche non occuparsi, la Fimmg chiede di incentivare le forme associative di medici di base, perché solo in associazione si riesce a innalzare la qualità della prestazione. Al momento i nuclei di cure primarie, che funzionano proprio grazie al lavoro dei medici in team, si trovano solo nei maggiori centri della provincia, mentre l’interno è sguarnito. Petrucci, pertanto, propone di attivare forme di “micro-team” proprio nelle aree interne che hanno maggiore bisogno di offerta sanitaria. Ma per costituire nuovi “micro-team” c’è bisogno di autorizzazione della Asl. «E poi laddove c’è la medicina di gruppo», conclude Petrucci, «la Asl deve reintegrale i colleghi che vanno in pensione e non pensare solo a possibili risparmi».
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