«Così la politica lottizza gli scrutatori»

23 Marzo 2016

Pesante atto d’accusa di Di Paolo (Giustizia sociale): fatta una spartizione clientelare. E M5S ne conquista quattro

CHIETI. Spartizioni clientelari per la scelta dei 171 scrutatori che saranno impegnati in occasione del referendum antitrivelle di domenica 17 aprile. L'accusa viene mossa dal leader di Giustizia sociale, Bruno Di Paolo. Il quale grida allo scandalo e lancia un monito ai suoi colleghi politici di palazzo d'Achille. «E' una vergogna. La città annaspa, vive una crisi economica oltre che occupazionale senza precedenti ma gli amministratori di Chieti» tuona Di Paolo «sembrano rimanere insensibili e pensano ad accontentare gli amici. Per una volta, alle promesse sterili da campagna elettorale si facciano seguire realmente i fatti provvedendo all'estrazione pubblica dei 171 scrutatori che il 17 aprile verranno dislocati tra i vari seggi cittadini privilegiando i disoccupati, i giovani senza lavoro e chi un'occupazione l'ha persa da poco».

Una richiesta che Di Paolo torna ad indirizzare al Comune a circa un anno di distanza dalla petizione popolare, capace di raccogliere 1418 firme, promossa con l'obiettivo di sorteggiare gli scrutatori iscritti all'albo comunale di riferimento. «La petizione è stata ignorata dall'amministrazione comunale che continua a fare orecchie da mercante alle richieste della gente comune. Anche se la legge prevede la nomina diretta degli scrutatori da parte della commissione elettorale» aggiunge Di Paolo «diamo il buon esempio dal momento che la politica non può essere mossa da interessi personali».

E invece sembrerebbe che le scelte della commissione elettorale, riunitasi in maniera informale lunedì pomeriggio alla presenza del vice sindaco Giuseppe Giampietro, e dei componenti di commissione Maurizio Costa, per la maggioranza, e Manuela D'Arcangelo (alter ego di Ottavio Argenio) per la minoranza, vadano proprio nella direzione della spartizione a tavolino del contingente degli scrutatori anche se il consigliere D'Arcangelo, del Movimento 5 Stelle, precisa. «Siamo riusciti ad ottenere un'uguaglianza di fondo tra i consiglieri di maggioranza e minoranza che potranno fornire quattro nominativi a testa. Il Movimento 5 Stelle» annuncia D'Arcangelo «li sorteggerà pubblicamente e privilegerà le fasce economiche più deboli». Di conseguenza saranno 128 i nominativi indicati dai 32 consiglieri a cui si aggiungeranno i 27 nomi forniti dagli assessori, 3 scrutatori a scelta per ciascuno dei 9 componenti della giunta Di Primio, e i 16 nominativi che resteranno, invece, nelle mani del sindaco.

Un semplice palliativo secondo il capogruppo di Giustizia sociale che parla di meccanismo clientelare.

«E' vero che la legge prevede la possibilità della nomina diretta da parte degli amministratori e, quindi, assolutamente non ricorrono per i consiglieri comunali abusi, ma è altrettanto vero» attacca Di Paolo «che il meccanismo che s'ingenera risulta palesemente clientelare. Per questo motivo invito i miei colleghi a sorteggiare pubblicamente gli scrutatori come farò io privilegiando chi non ha lavoro».

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