Covid, arrivano le nuove regole I baristi: «Confusione tra i clienti»

Il gestore di un locale: «In tanti mi hanno chiesto chiarimenti, noi cerchiamo di spiegare le norme» Tra gli esercenti il timore delle sanzioni: «Facciamo attente verifiche, non vogliamo essere multati»
CHIETI . Freddo e pioggia hanno accolto la partenza del super Green pass, che in città ha coinciso con il ritorno dell’obbligo della mascherina all’aperto. Le nuove regole segnano una stretta a livello di emergenza sanitaria, lasciando la cittadinanza un po’ disorientata. «C’è stata un po’ di confusione», spiega il gestore del bar Vittoria, Gabriella D’Orazio, «in tanti mi hanno chiesto come funziona il super Green pass e che cosa si poteva o non si poteva fare. Ho riscontrato che in diversi hanno pensato che il Green pass rafforzato fosse in possesso solo di chi aveva fatto la terza dose di vaccino. Ho dovuto spiegare che non era così, ma probabilmente l’incertezza è stata generata dal fatto che si sta chiedendo alle persone di fare la terza dose e, contemporaneamente, sono cambiate le regole sulla certificazione verde. Poco male, abbiamo volentieri spiegato ai nostri clienti che il Green pass rafforzato è ottenuto completando il ciclo vaccinale (due dosi, ndc) oppure guarendo dal virus, e non facendo il semplice tampone. Noi ovviamente facciamo i nostri controlli, ma d’altronde li facevamo anche prima».
Lungo corso Marrucino e in piazzale Marconi allo Scalo in tanti indossano la mascherina. Solo qualcuno va in giro senza. Due teatine, entrambe di nome Maria, residenti del centro storico, si dicono perfettamente a conoscenza dell’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, scattato da ieri secondo l’ordinanza voluta dal sindaco Diego Ferrara per scongiurare una maggiore diffusione del virus nel periodo festivo: «È giusto così», sostengono all’unisono le due, «se è un provvedimento necessario, il sindaco ha fatto bene a prenderlo». Al bar Bon Bon in piazza Vico, il proprietario Daniele Peca, pur dovendo controllare il Green pass solo di chi si siede ai tavolini e non anche dei clienti che si fermano al bancone, dice che non vuole avere problemi e di aver deciso, quindi, «di fare le verifiche a tutti. Non vogliamo rischiare di essere multati in questo momento che non è propriamente facilissimo per la nostra categoria. D’altronde i nostri clienti lo sanno e alcuni ci fanno anche i complimenti, perché si sentono più al sicuro».
Intanto ieri mattina in città sono iniziate anche le operazioni per l’arredo urbano natalizio. In corso Marrucino gli operai sistemavano le luminarie e, in attesa di vedere allestito l’albero di piazza Vico, in piazzale Marconi allo Scalo ha preso vita il grande albero di Natale alto 30 metri. Il clima natalizio inizia a farsi sentire, anche all’interno dei locali che ormai da tempo hanno messo in mostra alberi e luci. Al bar Cigno si lavora di gran lena: «Da noi sono arrivati anche i vigili urbani a controllare, ben due volte, ma noi siamo sempre in regola», garantisce il barista Davide Petrella, «non abbiamo avuto problemi con i nostri clienti e devo dire che mi è sembrato di vedere anche più gente in giro con la mascherina». E dunque anche l’ordinanza del sindaco sembra venire stata rispettata.
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