Crac Villa Pini, oggi il processo con una prova nuova

30 Gennaio 2015

E’ singolarissimo il tempismo con cui due storie si sono incrociate. Una frase pronunciata ieri mattina dal manager della Asl, Francesco Zavattaro, rischia di finire oggi nella montagna di carte del...

E’ singolarissimo il tempismo con cui due storie si sono incrociate. Una frase pronunciata ieri mattina dal manager della Asl, Francesco Zavattaro, rischia di finire oggi nella montagna di carte del processo per il crac di Villa Pini. Il direttore generale della sanità pubblica teatina, in sintesi, ha ammesso di aver trovato, al suo arrivo a Chieti: «Un’esposizione inquietante di 117 milioni di euro verso Villa Pini». Un debito che la Asl non ha mai saldato all’imprenditore Vincenzo Angelini che, dopo aver confessato le maxi tangenti che è stato costretto a pagare alla politica, ha visto andare a rotoli il suo impero ed è finito imputato, insieme ai familiari più cari, di bancarotta fraudolenta. La tesi della difesa dell’ex re delle cliniche private che questa mattina torna in aula è quella che si sia trattato di un crac indotto: una bancarotta voluta dall’alto, studiata a tavolino. E alla curatrice del fallimento, Giuseppina Ivone, che oggi, dopo rinvii su rinvii, dovrebbe testimoniare in aula, sarà chiesto proprio questo. La domanda è: se la Asl e la Regione avessero saldato il loro debiti, Villa Pini sarebbe fallita lo stesso?(l.c.)