Crepe e viabilità alternata Nel Frentano c’è paura

13 Novembre 2016

Viaggio del Centro sui viadotti della vallata: preoccupati residenti e pendolari La Provincia avvia un censimento e partecipa al bando da 16,5 milioni di euro

LANCIANO. In che condizioni si trovano ponti e cavalcavia del territorio frentano? È possibile che si verifichi anche in Abruzzo la tragedia del crollo di un cavalcavia come avvenuto sulla Milano-Lecco nelle scorse settimane? E che impatto hanno avuto i recenti terremoti di Amatrice e del Maceratese su infrastrutture vecchie di decenni? Il Centro ha iniziato a perlustrare alcuni dei più importanti viadotti del territorio, a cominciare dal ponte sul fiume Sangro, in località Sant’Onofrio, che da tempo preoccupa comitati e popolazioni locali. Si tratta di un corridoio viario ad altissima intensità di traffico, soprattutto pesante, dato che è l'unica via di collegamento con l’area industriale della Val di Sangro. E i segnali di allarme sono molteplici: le protezioni in cemento dei pali di fondazione sono difatti completamente staccate in alcuni punti, tanto da far pensare che alcuni piloni si siano spostati rispetto al basamento originario. Ma secondo la Provincia il ponte è sotto stretto monitoraggio ormai da tempo. Ha subìto prove di carico ed è statisticamente sicuro. Da rimarcare tuttavia che la condizione di staticità non è la stessa di quella relativa alla sismicità. Praticamente nessun ponte della Frentania è antisismico. Per questo la Provincia in queste settimane sta effettuando un censimento di tutti i ponti e cavalcavia del territorio di competenza e ha partecipato a un bando di Regione e Protezione civile da 16.500.000 euro per finanziare interventi di adeguamento e miglioramento sismico di opere strategiche, tra queste i ponti.

Viadotto di Guastacconcio. Il ponte che collega l’area di Mozzagrogna e Paglieta e che sovrasta il Sangro, ha già subito un restringimento di carreggiata ed è vietato al transito di mezzi oltre le 10 tonnellate. Ogni giorno è percorso da centinaia di auto, anche mezzi pesanti e autobus per il trasporto di studenti pendolari. Si procede ad alternanza: i veicoli che vedono il percorso libero si immettono sul ponte, mentre quelli che trovano la carreggiata occupata sono costretti a fermarsi. Il manto stradale sembra essersi assottigliato ai lati e si sta frantumando. Le paratie in ferro sono arrugginite e pericolanti. Secondo la Provincia il ponte avrebbe bisogno di cordoli di sostegno, ma bisognerebbe rifare l’intera impalcatura e al momento non ci sono fondi.

Cavalcavia Fossacesia. Anche il cavalcavia tra Lanciano e Fossacesia che sovrasta l’A14 ha subito un restringimento della carreggiata. Le barriere laterali sono arrugginite e sembrano appese a un filo. Dal tratto autostradale sottostante è stata notata la caduta di calcinacci e intonaco.

L’A14 San Vito. I piloni in cemento visti da vicino fanno paura. Si notano crepe e l’ossatura di ferro è ormai scoperta e arrugginita. Il ponte perde acqua, costantemente. Chi vi abita sotto racconta che basta una pioggia abbondante per vedere cadere acqua per mesi. Quando nevica, dall’alto cade anche il sale utilizzato per consentire la viabilità e, ultimamente, nuovi prodotti antigelo altamente corrosivi. Sotto le arcate si notano anche dei rattoppamenti di cemento, per nulla rassicuranti.

La Regione. Il prossimo 28 novembre il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha convocato una riunione tra i sindaci e i presidenti delle Province abruzzesi. Bisogna stabilire a chi compete la manutenzione delle barriere di protezione e della pavimentazione dei cavalcavia. Secondo le società autostradali si tratta di interventi di competenza di Comuni e Province. Ma per gli enti locali significherebbe una iattura in termini economici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA