Crepe, muffa e sporcizia «Noi abbandonati da tutti»

24 Giugno 2018

Viaggio tra le case di Santa Rita con l’Usb che ha chiamato a raccolta 30 famiglie «Nessuna manutenzione nelle palazzine da 50 anni, qui si rischiano i crolli»

LANCIANO. Sbloccare i fondi regionali ex Gescal (gestione case per i lavoratori) di 16 milioni di euro per manutenere i palazzi Ater. Organizzare un presidio di protesta nel prossimo consiglio comunale per spingere l’amministrazione Pupillo ad intervenire anche sulle case parcheggio e per chiedere alla Regione la nomina immediata del commissario dell’Ater Lanciano-Vasto. Sono le richieste di inquilini Ater e Asia (Associazione inquilini e abitanti) dell’Usb Lanciano uniti per provare a sbloccare anni di immobilismo nelle manutenzioni dei palazzi popolari che cadono letteralmente a pezzi.
In via Sigismondi, via Marciani e via Bellisario, nel quartiere Santa Rita, ci sono palazzi con crepe evidenti, intonaci che si staccano negli appartamenti e calcinacci che dai balconi piovono sulla testa degli inquilini. Ci sono muffa, scale non a norma e infissi rotti. «Siamo partiti ad aprile con la nostra inchiesta sulle case popolari e appena due famiglie», dice Marco Iasci, delegato regionale Asia, «e ora siamo già più di 30 famiglie, segno che la gente è pronta a dire basta a decenni di incuria e mancati investimenti sulle case popolari e a sentire sempre che mancano i fondi. Ci sono quelli ex Gescal, ad esempio, un tesoretto di almeno 16 milioni di euro da usare per sistemare palazzi realizzati 50 anni fa e mai toccati. Palazzi in cui vivono disabili che non possono neanche salire in casa per via dei montacarichi non a norma».
«Ho contribuito con ben 1.800 euro per montare l’ascensore», dice una pensionata invalida, «e non funziona. Sono costretta a salire le scale a piedi, nonostante l’invalidità». E nella stessa palazzina di via Marciani con lei ci sono altri due disabili, uno abita all’ultimo piano: «È quasi recluso in casa». «Le case sono fatte al risparmio», aggiunge un residente di via Bellisario, «materiale scadenti e mura sottilissime». Per non parlare dei balconi pericolanti con gli intonaci che si staccano e rischiano di ferire gli inquilini dei piani inferiori. «In via Marciani in tre palazzine ci sono calcinacci ovunque», dice una residente, «abbiamo chiesto al’Ater di intervenire e ci ha girato al Comune. Il Comune ha specificato che non sono lavori di propria competenza: viva Ponzio Pilato! E non possiamo neanche fare da noi».
L’elenco dei disagi continua, con i problemi degli infissi e anche dei contatori elettrici sistemati nelle cantine che si allagano quando piove. Ad ascoltare gli inquilini c’è anche il consigliere di maggioranza Piero Cotellessa.
«Sono case Ater», precisa Nicolino, un residente, «ma spetta al Comune la pulizia delle strade, dei parchi e la sicurezza. I nostri balconi crollano e ci è stato risposto dall’Ater di vedercela con le assicurazioni se qualcuno si fa male». (t.d.r.)
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