Crisi alla Tekne di Ortona, Menna scrive al ministro: «Salviamo 200 posti di lavoro»

Il presidente della Provincia di Chieti si rivolge a Urso e al governatore Marsilio per salvaguardare il livello occupazionale. Allarme lanciato anche da Fiom Cgil
ORTONA. Futuro incerto per i 200 lavoratori di Tekne Spa di Ortona, attiva nel settore veicoli speciali e sistemi elettronici, in particolare nel comparto difesa. Lancia l'allarme la Fiom Cgil che chiama in causa governo e istituzioni varie, "dal momento che diversi ministeri e Regioni acquistano mezzi prodotti da Tekne", ricordando che il governo ha esercitato la golden power nell'estate 2025 qualificandola "come azienda strategica e bloccando la cessione del 70% alla statunitense Nuburu". Un atto "non seguito da alcun percorso chiaro", lamenta il sindacato, sostenuto oggi dal presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, che ha scritto al ministro Urso e al presidente della Regione Abruzzo Marsilio.
La Fiom chiede la convocazione immediata di un tavolo istituzionale al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lo aveva già fatto a settembre "per conoscere dal Governo i piani futuri per Tekne. Non è arrivata alcuna risposta". Un silenzio "inaccettabile che coinvolge circa 200 lavoratrici e lavoratori diretti, oltre all'indotto. Non ci interessa - scrive il segretario provinciale Fiom Chieti, Andrea De Lutiis - chi guiderà l'azienda o con quali assetti societari, ma il futuro di Tekne e dei suoi lavoratori".
Due le interrogazioni parlamentari, presentate dai deputati Torto (M5s) e Pisano "esponente della stessa maggioranza di Governo, entrambe senza risposta" sottolinea De Lutiis. In quella di Torto si fa cenno a "notizie di stampa" secondo le quali l'azienda "non avrebbe presentato alcun piano industriale strutturato", con garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali "non attendibili". Con il rischio, ritiene il sindacato, di allontanare "potenziali interlocutori industriali" e di scoraggiare la politica, "nel momento in cui era stato annunciato un possibile intervento pubblico con Invitalia".
Oltre a sollecitare l'istituzione di un tavolo al Mimit, il presidente della Provincia di Chieti ritiene urgente una riunione con parlamentari, consiglieri regionali e sindacati. "Le criticità che investono l'azienda destano forte allarme nell'intera comunità provinciale, per le rilevanti ricadute occupazionali, economiche e sociali che un'eventuale riduzione o cessazione delle attività potrebbe determinare". Il sindacato porterà avanti la vertenza "insieme all'opinione pubblica finché non arriverà una convocazione ufficiale o non sarà chiarito che la crisi è superata. Se non saremo convocati - conclude De Lutiis - saremo noi a farci vedere e sentire".

