economia

Crisi Honda, cresce l’incertezza ad Atessa

Sindacati mobilitati contro lo stop all’unica linea produttiva. Sevel: 5 straordinari a novembre

ATESSA. Si va verso lo stato di mobilitazione alla Honda dopo l’annuncio-choc da parte della direzione aziendale che lo stabilimento sangrino, unico in Europa per la produzione di due ruote del colosso nipponico, potrebbe perdere dal nuovo anno la linea di costruzione dei motori degli scooter Pcx che arriverebbero già assemblati dal Sud est asiatico. Ieri i rappresentanti sindacali di Fim-Cisl, Fiom-Cgil le Uilm-Uil, rispetttivamente Domenico Bologna, Davide Labbrozzi e Nicola Manzi, si sono incontrati per decidere le strategie da adottare nell’immediato futuro.

Giovedì 12 novembre le sigle sindacali unite terranno un’assemblea con i lavoratori in fabbrica e per il giorno successivo è convocata una conferenza stampa per illustrare le decisioni intraprese. L’assemblea dei lavoratori deciderà, dunque, a che livello portare lo stato di mobilitazione e quali azioni saranno adottate. Per il momento resta la certezza di una fortissima preoccupazione sul futuro dello stabilimento. Se da un lato, infatti, la produzione tiene, così come il job volume (minuti effettivi di lavoro) deciso nell’accordo con il Ministero dello sviluppo economico, dall’altro il fatto di perdere l’ultima linea di costruzione motori dello stabilimento, getta nel panico le maestranze, i sindacati e tutto l’indotto.

La Honda resterebbe a tutti gli effetti una mera fabbrica di assemblaggio pur essendo composta da operai ad altissima specializzazione meccanica. Anche il pareggio di bilancio previsto per il 2016 dovrà slittare molto probabilmente di un anno. E con lo scadere dell’accordo ministeriale, il 31 marzo 2016, cessano anche gli accordi relativi agli stagionali, oltre 100 persone, che lavorano per Honda. Dal 1° aprile, se non saranno sottoscritti nuovi accordi, Honda potrebbe non richiamare i dipendenti assunti nei periodi di maggior carico produttivo. Dovranno essere valutati anche i contratti con le cooperative per i servizi, alcuni dei quali sono affidati ad ex operai Honda. Non si esclude, quindi, la richiesta da parte dei sindacati di un nuovo confronto presso il ministero, oltre ovviamente al forte appello alla proprietà giapponese a non indebolire ulteriormente lo stabilimento, ma al contrario, ad effettuare investimenti consistenti.

SEVEL. Intanto in Sevel prosegue senza soste la straordinaria stagione produttiva che dovrebbe decretare quasi certamente il record produttivo di oltre 250mila furgoni. La direzione aziendale ha annunciato per il mese di novembre il ricorso a cinque giornate di straordinario: i sabato 7 (turno A), 14 e 28 (turno B) e le domeniche 8 e 22 (turno C). Se gli ordinativi continuano con questi ritmi, la richiesta di straordinario potrebbe interessare anche i primi mesi del nuovo anno. E per le ferie natalizie tutto è ancora in forse e legato alle esigenze produttive: al momento sono certe solo le giornate di vacanza del 24 e 31 dicembre. «Ci auguriamo che a questi numeri», commenta il segretario generale di Fim Cisl Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «segua anche l’occupazione. Stiamo lavorando affinchè ai 300 nuovi ingressi venga somministrato il contratto a tempo inteterminato e ci sono buone prospettive».

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