Crisi idrica, l’agricoltura è in ginocchio

6 Ottobre 2020

Smargiassi (M5S) porta il caso della diga di Chiauci nella seduta della commissione vigilanza

VASTO. Non piove. La colonnina di mercurio non scende sotto i 20 gradi e gli agricoltori sono disperati. L’emergenza idrica sta mettendo a dura prova le imprese agricole. È di ieri l’ultimo disperato sos degli operatori, che tornano a sollecitare un maggiore approvvigionamento idrico dall’invaso di Chiauci. Il presidente della Cia, Nicola Sichetti, ma anche il presidente della Cooperativa Eurortofrutticola del Trigno, Nicolino Torricella, non nascondono la preoccupazione per i danni agli agricoltori nei prossimi mesi a causa della mancanza d’acqua.
Alle sollecitazioni del mondo agricolo ha risposto il consigliere regionale, Pietro Smargiassi (M5s) con l’inserimento all’ordine del giorno della seduta della commissione vigilanza di giovedì, “La diga di Chiauci, presente e futuro”. «Sperando», afferma il presidente della commissione vigilanza Smargiassi, «di fare il punto su un argomento molto caldo che ha già visto coinvolti i vari enti interessati e i molti Comuni che durante l’estate hanno sofferto la carenza d’acqua, porterò in discussione il tema della diga di Chiauci. Sarà fatta chiarezza su quanto resta ancora da realizzare, sul piano di interventi, sulla data prevista per la consegna definitiva dell’opera e sul suo completamento. Durante la seduta saranno ascoltati Emanuele Imprudente, assessore all’agricoltura della Regione; Michele Modesti, commissario straordinario del Consorzio di Bonifica Sud; Tommaso Valerio, il direttore generale del Consorzio Bonifica Sud». Il Consorzio di bonifica ha già più volte rimarcato di avere eseguito tutti i lavori previsti e risolto diverse prescrizioni imposte dall’Ufficio per le dighe del Mit.
Dopo anni di attesa, tuttavia, il mondo agricolo chiede l’ultimazione del secondo step e il raddoppio della riserva idrica. Il primo progetto della diga di Chiauci risale al 1985. Nel 1990 fu posta la prima pietra. La diga venne inaugurata nel 2011. Ad oggi, dopo nove anni, l’invaso è fermo al primo step. Due anni fa l’allora commissario Franco Amicone annunciò che nel 2020 grazie ai fondi Masterplan ci sarebbe stata la consegna definitiva dell'opera. Così non è stato. A questo punto Smargiassi, ritiene sia necessario fare il punto della situazione e stabilire quando l’opera sarà effettivamente ultimata. (p.c.)