Crolla la collina, tragedia sfiorata

Si stacca improvvisamente uno sperone di terra e roccia che finisce sulla strada fra Crecchio e Canosa
CRECCHIO. La terra che scricchiola durante l'ennesima giornata di pioggia, poi d'un tratto un costone che viene giù in tutta la sua drammaticità. La frana che da mesi interessa il territorio alle porte di Crecchio ieri è tornata a muoversi violentemente, facendo sfiorare una tragedia. Tra 9 e le 9:30, uno sperone si è staccato dalla collina abbattendosi sulla provinciale che collega il centro del paese a Canosa Sannita. Una montagna di terra si è riversata sulla carreggiata, formando un muro alto più di quattro metri su quello stesso tratto in cui, non più tardi di una settimana fa, il capo dell'opposizione in Consiglio comunale, Luigi D'Alessandro sulle pagine del Centro denunciava il passaggio in maniera abusiva dei veicoli. Dalla fine di ottobre, infatti, c'è un'ordinanza di chiusura della strada ma, dopo gli ultimi interventi del Genio Civile, che con 30mila euro aveva cercato di eliminare il pericolo incombente, le persone erano tornate a transitare su quell'arteria di comunicazione senza tener conto del divieto. Ieri, dunque, poteva esserci una tragedia: solo la buona sorte ha voluto che nessuno trascorresse proprio nel momento in cui era in atto il cedimento. Non avrebbe avuto scampo: «Neppure un carro armato si sarebbe salvato da quella montagna di terra» commenta il responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di Crecchio, Giulio Saraceni, «la frana fa davvero paura, è venuto giù tutto». Sul posto si sono recati i carabinieri della Compagnia di Ortona, sotto la guida del luogotenente Andrea Ricchiuti, e i vigili del fuoco di Ortona. Con un pala meccanica si è provveduto a muovere un po’ di terra, per controllare l'eventuale presenza di persone sotto il dissesto, ma fortunatamente c'è stata solo tanta paura. Terrore che riguarda anche l'abitazione in cima al colle, su cui è attiva l'ordinanza cautelativa di sgombero, anche se i proprietari vivono all'estero. Dopo quest'ultimo evento calamitoso, infatti, la villetta rimane sospesa nel vuoto, tanto che la base su cui poggiava praticamente non esiste più: «Si vedono tutte le fondazioni, è in pericolo, si regge grazie ai micropali», ammonisce il tecnico comunale Saraceni. «Noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare a livello di burocrazia, però ci vogliono delle risorse per sistemare questo terreno. Credo che sia necessario un milione e mezzo di euro per mettere definitivamente in sicurezza l'area con un consolidamento della scarpata», prosegue, «da parte mia avevo ampiamente previsto un evento del genere». Le piogge degli ultimi giorni hanno evidenziato tutta l'instabilità di quel tratto e la lista civica del Comune di Crecchio, capeggiata da Luigi D'Alessandro, è tornata a farsi nuovamente sentire: «Ci auguriamo che adesso la situazione venga presa seriamente in considerazione dagli organi competenti per risolvere un problema che da troppo tempo affligge la nostra comunità» ha dichiarato. Quel movimento franoso continuerà ad imperversare, serve un intervento efficace per evitare il peggio. Il terreno ieri ha lanciato l'allarme.
Alfredo Sitti
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