Crollo, chiuso il ponte di via Custoza

Cedono nella notte terrapieno e muretto vicino alla struttura
CHIETI. Crolla un terrapieno all'inizio del ponte di via Custoza che collega lo scalo alla zona industriale. Per precauzione il Comune lo ha chiuso al traffico. Brutta sopresa questa mattina per gli operai che dovranno raggiungere le fabbriche.
Il maltempo e la pioggia abbondante di questi ultimi giorni ha colpito anche Chieti. Un terrapieno all'inizio del ponte ha ceduto ieri sera, poco prima della 22. Anche il muretto adiacente non ha retto alle infiltrazioni d'acqua ed è crollato. Si sono rotti anche alcune tubature del gas e i residenti della zona per tutta la notte sono rimasta al freddo. Il Comune è stato avvertito e il geometra Censurato che era reperibile si è recato sul posto e dopo aver informato l'assessore ai lavori pubblici Mario Colantonio insieme si è giunti alla decisione di chiudere al traffico il ponte che era stato ristrutturato quattro anni fa dall'amministrazione provinciale allora guidata dal presidente Tommaso Coletti.
Il provvedimento adottato dal Comune è stato precauzionale. I tecnici municipali questa mattina alla luce del sole dovranno verificare quali danni abbia potuto subire realmente la struttura e se potrà tornare all'uso dei mezzi. Ogni giorno su quel ponte passano centinaia e centinaia di auto e tir che devono raggiungere dallo scalo la zona industriale. La struttura è sottoposta continuamente a pesanti sollecitazioni. E peraltro negli ultimi mesi i residenti hanno segnalato avvallamenti sulla strada che hanno messo in allarme anche gli amministratori.
Il ponte è rimasto chiuso per anni perché ridotto in condizioni pessime. Inagibile, non poteva sopportare camion e auto che dovevano raggiungere le fabbriche. Ma la sua lunga inagibilità ha creato moltissimi problemi e disagi ai lavoratori che ogni mattina per raggiungere le industrie dovevano fare un improbabile giro, sfruttando la bretella dell'asse attrezzato all'altezza del centro Dama. Si organizzarono anche diverse proteste. Il Consorzio industriale, proprietario, avrebbe dovuto ristrutturarlo ma non aveva fondi per farlo. Allora il presidente Coletti si sostituì all'ente e si prese in carico il rifacimento del ponte al quale contribuì con 50 mila euro, in minima parte, anche l'amministrazione municipale. Ci furono mesi e mesi di lavori, alla fine la struttura è stata completata.
Quattro anni fa con tanto di inaugurazione il ponte riaprì al traffico e gli operai poterono raggiungere le fabbriche comodamente. Ma dopo un paio d'anni si sono notati alcuni avvallamenti sulla strada. I sopralluoghi dei tecnici tuttavia hanno scongiurato pericoli.
Ieri sera però è tornata la paura. Il terrapieno all'inizio della struttura è crollato compreso il muretto di contenimento.
L'amministrazione comunale ha preferito non correre rischi e chiudere il ponte.
Il maltempo e la pioggia abbondante di questi ultimi giorni ha colpito anche Chieti. Un terrapieno all'inizio del ponte ha ceduto ieri sera, poco prima della 22. Anche il muretto adiacente non ha retto alle infiltrazioni d'acqua ed è crollato. Si sono rotti anche alcune tubature del gas e i residenti della zona per tutta la notte sono rimasta al freddo. Il Comune è stato avvertito e il geometra Censurato che era reperibile si è recato sul posto e dopo aver informato l'assessore ai lavori pubblici Mario Colantonio insieme si è giunti alla decisione di chiudere al traffico il ponte che era stato ristrutturato quattro anni fa dall'amministrazione provinciale allora guidata dal presidente Tommaso Coletti.
Il provvedimento adottato dal Comune è stato precauzionale. I tecnici municipali questa mattina alla luce del sole dovranno verificare quali danni abbia potuto subire realmente la struttura e se potrà tornare all'uso dei mezzi. Ogni giorno su quel ponte passano centinaia e centinaia di auto e tir che devono raggiungere dallo scalo la zona industriale. La struttura è sottoposta continuamente a pesanti sollecitazioni. E peraltro negli ultimi mesi i residenti hanno segnalato avvallamenti sulla strada che hanno messo in allarme anche gli amministratori.
Il ponte è rimasto chiuso per anni perché ridotto in condizioni pessime. Inagibile, non poteva sopportare camion e auto che dovevano raggiungere le fabbriche. Ma la sua lunga inagibilità ha creato moltissimi problemi e disagi ai lavoratori che ogni mattina per raggiungere le industrie dovevano fare un improbabile giro, sfruttando la bretella dell'asse attrezzato all'altezza del centro Dama. Si organizzarono anche diverse proteste. Il Consorzio industriale, proprietario, avrebbe dovuto ristrutturarlo ma non aveva fondi per farlo. Allora il presidente Coletti si sostituì all'ente e si prese in carico il rifacimento del ponte al quale contribuì con 50 mila euro, in minima parte, anche l'amministrazione municipale. Ci furono mesi e mesi di lavori, alla fine la struttura è stata completata.
Quattro anni fa con tanto di inaugurazione il ponte riaprì al traffico e gli operai poterono raggiungere le fabbriche comodamente. Ma dopo un paio d'anni si sono notati alcuni avvallamenti sulla strada. I sopralluoghi dei tecnici tuttavia hanno scongiurato pericoli.
Ieri sera però è tornata la paura. Il terrapieno all'inizio della struttura è crollato compreso il muretto di contenimento.
L'amministrazione comunale ha preferito non correre rischi e chiudere il ponte.
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