Crollo del Turchino, respinta l’assoluzione del sindaco

25 Marzo 2016

SAN VITO. Nessuna assoluzione immediata. Il processo al sindaco Rocco Catenaro, imputato per il crollo del trabocco del Turchino avvenuto la notte tra il 26 e il 27 luglio 2014, si farà. Ed è stato...

SAN VITO. Nessuna assoluzione immediata. Il processo al sindaco Rocco Catenaro, imputato per il crollo del trabocco del Turchino avvenuto la notte tra il 26 e il 27 luglio 2014, si farà. Ed è stato aggiornato al 26 maggio. Ieri nella prima udienza il difensore Nicola Rullo, ha chiesto, sollevando un’eccezione, l’assoluzione immediata di Catenaro perché il sindaco non deve rispondere di questo reato in quanto ha delegato la materia della tutela dei beni ambientali al dirigente comunale. In pratica non sarebbe Catenaro a dover rispondere del crollo del Turchino, e quindi del reato di distruzione o alterazione di bellezze naturali soggetti a speciale protezione, e dell’obbligo giuridico di impedire l’evento, equivalente ad averlo cagionato in presenza di eventuali omissioni, ma il dirigente comunale.

A tale eccezione e richiesta si è opposto il procuratore Francesco Menditto. Il giudice Andrea Belli ha deciso di respingere momentaneamente l’eccezione, di non assolvere Catenaro ma di andare avanti con l’istruttoria. Il magistrato ha, poi, invertito l’ordine delle testimonianze, ascoltando subito i periti, consulenti di Procura e Comune. Che è parte offesa del procedimento assieme al ministero dell’Ambiente. Il reato contestato al sindaco prevede un’ammenda. Nel frattempo il trabocco di punta Turchino è tornato a nuova vita. A fine ottobre la ditta Mari Ter srl di Ortona ha ultimato i lavori. (t.d.r.)