Cumuli di rifiuti lungo l’Arielli

Ortona. Discarica abusiva vicino alla foce del fiume, c’è anche un cassone pieno d’immondizia
ORTONA. Una vera e propria discarica a due passi dal mare, accanto al fiume e a pochi metri da una serie di abitazioni. Ecco lo scenario che si presenta alla foce dell’Arielli, il corso d’acqua che trova il suo sbocco in Adriatico nella zona nord di Ortona. Le foto che pubblichiamo sono state scattate ieri mattina: questo è ciò che si è presentato davanti ai nostri occhi. Un ambiente martoriato dall’incoscienza e dall’inciviltà, in cui bisogna stare attenti anche a dove mettere i piedi viste le siringhe che sbucano tra la sabbia. Sono evidenti i segni della natura contaminata dalla mano dell’uomo nell’ultimo tratto di un torrente salito già alla ribalta delle cronache locali, anche negli ultimi giorni, per ulteriori problemi da cui è afflitto. Torneremo ad accennarli in seguito, dopo aver elencato i rifiuti individuati ad una cinquantina di metri dal mare sulle sponde sabbiose dell’Arielli diventate un letto di materiali di ogni genere. C’è di tutto tra oggetti abbandonati lì ed altri trascinati dalla corrente. Bottiglie di vetro, vecchi contenitori di olio, vasi di plastica, diversi pneumatici. C’è addirittura un grosso raccoglitore colmo di buste di rifiuti, accanto al quale ne giacciono altri tra vecchi lettini da mare, secchi, materassi, televisioni, vestiario e un peluche, un orsacchiotto sepolto da una montagna di pattume. A due metri di distanza invece scorgiamo a terra una siringa semi-coperta dalla sabbia. È il simbolo del degrado che regna in questa piccola area che si affaccia sul lido. Tra i canneti tagliati e lasciati lì (sono il minore dei mali) altre buste di rifiuti, contenitori di fertilizzanti e veleni usati in agricoltura giacciono abbandonati, con ogni probabilità dopo aver percorso qualche chilometro nelle acque del fiume che più a monte scorre tra le coltivazioni dei campi. Ed ancora sotto il ponte che sorge nelle vicinanze notiamo altri sacchi di rifiuti “dimenticati”, sedie di plastica rotte e reti da cantiere.
È questa la triste realtà che si aggiunge ai problemi riguardanti l’altro importante corso d’acqua dell’Ortonese, il Foro, di cui nei giorni scorsi il Centro ha dato conto denunciando la mancata pulizia dell’alveo.
Che cosa ne sarà dell’Arielli così come dello stesso Foro e di tutti i corsi d’acqua che stanno vivendo una situazione di emergenza? È una domanda che rivolgiamo alle istituzioni, dal Comune alla Regione, a cui si appellano anche i cittadini di contrada Feudo che devono ancora fare i conti con il ponte distrutto proprio sull’Arielli, a pochi chilometri dalla foce. In programma c’è la realizzazione di una pista ciclopedonale lungo l’asta del fiume, dal mare verso l’interno, la cosiddetta Via dei Mulini, progetto da 1 milione e 350mila euro che va ad interessare i Comuni di Arielli, Canosa Sannita, Crecchio, Ortona e Tollo. Potrebbe essere la soluzione giusta per provvedere a una maggiore manutenzione di questo territorio? Chissà.
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