D’Alessio l’inossidabile, dal teatro ai 50 anni di Acli

Prima il cabaret, poi l’associazionismo, la politica e l’Accademia della cucina Protagonista della vita teatina: passione trasferita al figlio, ideatore di Maltattack
CHIETI. «SE vuoi stare bene a Chieti....vattene». Un vecchio, autoironico detto teatino che Mimmo D’Alessio cita subito per presentarsi. «E invece io ho deciso subito di rimanere. Perché sono chietino da quattro generazioni e perché convinto di poter dare comunque sfogo e concretezza alla mia vivacità anche qui. Ero un pessimo studente perché eccellevo in tutte le attività fuori dalla scuola. Un vero peccato che allora non esistevano i crediti formativi. Sarei sempre stato il primo della classe».
TEATRO, MUSICA E CABARET. Il personaggio è questo. Teatro, musica e spettacoli in quegli anni Sessanta, favolosi ormai per definizione, che videro Mimmo protagonista di tutta una serie di iniziative. «Sono partito, assieme a Carlo Antonelli e Loredana Sanella, con la compagnia teatrale “Tizio, Caio e Sempronio” che subì diverse trasformazioni fino ad arrivare, con Franco Crocetta, Roberto Petruccelli e Francesco Tarantelli, alla costituzione di un quartetto-cabaret. Le prove al piccolo Teatro Manzoni, di fronte la pescheria, non si saltava un appuntamento, sempre in giro in ogni parte d’Italia con grande risalto sui manifesti con il nostro nome affiancato a quello di gruppi musicali come gli Alunni del Sole. Non so se mi spiego». Per chi ha vissuto il periodo, si spiega benissimo. E si va avanti attraverso l’incontro, determinante, con Nicola Buracchio, sindaco di Chieti e presidente provinciale delle Acli. «Dopo uno spettacolo ad Ortona, mi chiamò proponendomi, appunto, di entrare nelle Acli. Un leader carismatico, una persona di grande spessore alla quale la città deve tantissimo. Accettai con entusiasmo, l’avventura cominciava ed ho appena festeggiato i cinquant’anni da dirigente dell’associazione. Avevo trovato casa, insomma. Iniziai organizzando corsi di nuoto, laboratori teatrali, convegni e manifestazioni. La domenica pomeriggio, poi, si ballava in pieno centro storico negli splendidi locali di Palazzo De Majo mentre, sulla pedana, suonavano “I Timidi” e in pochi raggiungevano le prime discoteche che aprivano lungo la costa. Anche perché, come in occasione delle feste che si organizzavano a casa, verso ora di cena, o poco oltre, bisognava comunque rientrare».
ACLI-PALAZZO D’ACHILLE. Il contagioso entusiasmo di Mimmo D’Alessio dilagava e le Acli mettevano assieme iniziative su iniziative. Dalla suggestiva Via Crucis dei Lavoratori, la domenica delle Palme, al Coro Selecchy, nato sulle note del Miserere all’auditorium delle Crocelle, dalla “Fiera dell’uva, del vino e dell’alimentazione”, che ai primi di settembre animava la villa comunale, alle gare podistiche in notturna per finire a tutta una serie di prestigiosi convegni, mostre e appuntamenti culturali. «In provincia potevamo contare su circa 70 circoli e, con Paolo Ciammaichella, padre Ugolino Frasca, Mimmo D’Antonio, Enrico Di Carlo ed altri ancora, furono anni davvero memorabili». Per Mimmo arriva anche l’elezione a consigliere comunale nel 1985 con conferma cinque anni dopo, quando la Dc conquistò 28 dei 40 seggi di Palazzo d’Achille.
QUANDO LA BANDA PASSÒ. Siamo però alla vigilia della tangentopoli teatina. «Che non mi ha nemmeno sfiorato», continua D’Alessio, «e lo dico con legittimo orgoglio. Lo stesso con il quale ricordo come, da assessore alla cultura, fui promotore, tra l’altro, della illuminazione delle facciate di diversi palazzi e monumenti della città nonché del rinnovo della pavimentazione di corso Marrucino. Poi, le bande musicali. Mi hanno sempre appassionato e, in occasione di un raduno, riuscii a far sfilare ben 63 gruppi, in un solo giorno, lungo le strade della città». Di passione in passione c’è anche quella per la gastronomia che lo ha recentemente portato a far parte della giunta dell’Accademia italiana della cucina. Negli anni un autentico ambasciatore della cucina abruzzese nel mondo, puntuale protagonista, assieme a Pasquale Pacilio sugli schermi dell’emittente televisiva Rete8, di una serie di trasmissioni, dal titolo “Il paese delle meraviglie”, dove sono stati presentati i prodotti tipici di circa 200 località abruzzesi.
È TEMPO DI MALTATTACK. Impossibile, in famiglia, che tanto entusiasmo e voglia di fare non finissero per coinvolgere qualcuno. Questione di Dna, con il figlio Ferdinando pronto a gettarsi, come ispiratore e organizzatore, nella mischia di Maltattack, la grande festa di piazza organizzata dai giovani delle Acli che anima la città con concerti, dj set, arte, gastronomia, mercatini e altro ancora. Tutto all’insegna delle cassette di frutta usate in piazza Malta, per ogni teatino doc la “piazza della verdura”, dove è appunto nata la manifestazione. Un successo clamoroso. «Ferdinando da tempo lavora, come architetto, in Olanda», spiega Mimmo, «e ogni anno impiega buona parte delle sue ferie per l’organizzazione di questo evento assieme agli amici di sempre. Alla base di tutto, il desiderio di fare qualcosa per la propria città. Una città alle prese con tanti problemi e che continua purtroppo a perdere pezzi nell’indifferenza generale». Una proposta su tutte? «Il recupero residenziale di tanti splendidi edifici nel centro storico e l’ovvia necessità di creare nuovi parcheggi». Quindi, al momento, per stare bene a Chieti, non è necessario andarsene. E qui, a distanza di anni, la convinzione di Domenico “Mimmo” D’Alessio, commendatore della Repubblica, vacilla un po’. «Non saprei. Dipende da tante cose. Forse troppe. Chissà».

