Da Roma a Chieti per rubare 47 confezioni di creme a Megalò: due giovani ladre arrestate

Bloccate due ragazze romene residenti nella Capitale, dove hanno l’obbligo di dimora. Recuperata la refurtiva del valore di oltre mille euro
CHIETI. Dalla Capitale in Abruzzo per fare il pieno di cosmetici di valore, ma il colpo è fallito: fermate, arrestate e rimesse in libertà con obblighi stringenti. È finita davanti al giudice la trasferta a Chieti di due giovani donne, entrambe di nazionalità rumena e domiciliate a Roma, accusate di furto aggravato all’interno del Conad del centro commerciale Megalò.
I fatti risalgono a lunedì, poco dopo mezzogiorno. A denunciare tutto alla questura di Chieti è stato il direttore del supermercato. Le due giovani – Cristina Mircea, 25 anni, e Liliana Dumitru, 21 – si aggiravano tra gli scaffali del reparto profumeria con fare sospetto. A notarle è stato proprio il direttore, che poi le ha viste mentre occultavano i prodotti sotto gli abiti. In pochi minuti avevano fatto man bassa di 47 creme viso di una nota marca francese, per un valore complessivo di 1.013,53 euro.
Quando hanno tentato di guadagnare l’uscita, scavalcando un tornello, è scattato l’intervento dell’addetto alla sicurezza. Le due sono state bloccate sul posto e invitate a raggiungere il box informazioni, dove hanno svuotato le tasche piene di creme. Sul posto sono poi intervenuti gli agenti della Squadra volante, diretti da Andrea D’Angelo, che hanno arresto le due ladre colte in flagrante.
Davanti al giudice del tribunale di Chieti, Marzia Savini, le indagate – difese dall’avvocato Tullio Zampacorta – hanno ammesso tutto, dichiarandosi pentite e offrendo la somma di 450 euro a titolo di risarcimento. Le testimonianze del direttore del supermercato e dall’addetto alla sicurezza sono state ritenute valide, anche alla luce del rinvenimento immediato della refurtiva e delle stesse ammissioni. E il giudice ha tenuto conto dei precedenti delle due giovani per reati contro il patrimonio, elemento che ha pesato nella valutazione del rischio di reiterazione. Il tribunale ha quindi convalidato l’arresto, ma ha escluso la custodia cautelare in carcere. È stato infatti disposto per entrambe l’obbligo di dimora a Roma, con divieto di allontanarsi da casa nella fascia oraria tra le 12 e le 19 e obbligo di presentazione ai polizia giudiziaria. Le due sono state quindi rimesse in libertà.

