Daita, va avanti l’inchiesta della procura sulle lesioni

CHIETI. La vita e le condizioni di salute di Simone Daita sono sacre soprattutto per i suoi parenti e per chi conosce il giornalista preso a pugni e ridotto in coma 254 giorni fa. In 8 mesi non ci...
CHIETI. La vita e le condizioni di salute di Simone Daita sono sacre soprattutto per i suoi parenti e per chi conosce il giornalista preso a pugni e ridotto in coma 254 giorni fa. In 8 mesi non ci sono state notizie positive per Simone. Ma, due giorni fa, dal reparto di Rianimazione di Pescara, hanno comunicato agli investigatori che la prognosi di Daita è stata sciolta. Questo atto, comunicato alla procura che indaga sulle lesioni subite dal giornalista, significa che oggi, per i medici, Simone non è più in pericolo di vita. Lo stesso atto esclude la peggiore delle ipotesi di reato per il giovane indagato, Emanuele D'Onofrio: l'omicidio preterintenzionale. Nessuno ha scritto che Simone è guarito. Lo scioglimento della prognosi, tramutata in 90 giorni, è stato comunicato ieri ai familiari, al difensore dell'indagato e al consulente del pm, il medico legale Cristian D'Ovidio, che non ha ancora consegnato la relazione finale. Infine il pm, Falasca, continua a indagare per lesioni personali con l'aggravante del danno insanabile. L'articolo di ieri non aveva alcun passaggio non vero. Con tempestività ha informato l’opinione pubblica sugli sviluppi dell'inchiesta su un fatto gravissimo che ha segnato la città. (l.c.)

