De Cesare, “lezioni” di parcheggio al Comune

9 Ottobre 2014

Il presidente Ance chiama i massimi esperti italiani in project financing. Convegno a palazzo de’ Mayo

CHIETI. Dal fallimento del parcheggio targato Ecoesse-Blu parking a un'opera grandiosa, ovviamente interrata in un'area da scegliere, che farebbe schizzare Chieti nell'elite delle città amiche delle auto e degli automobilisti. Si muove l'Ance (Associazione nazionale costruttori edili) e chiama a convegno i massimi esperti italiani di Finanza di progetto, opere pubbliche e gestione pubblico-privata dei parcheggi. L'occasione è "Il parcheggio che cambia la città- Realizzazione e gestione di parcheggio mediante Finanza di progetto", vero e proprio summit messo insieme dall'Ance giovani di Chieti e d'Abruzzo. C'è Angelo De Cesare, presidente dei costruttori teatini e vice nazionale del settore Opere pubbliche, che parlerà fra i primi domani a Palazzo de' Mayo della Fondazione Carichieti, (15,30). Per ora lui mette le mani avanti sul significato politico di un vertice che segue di poche settimane il naufragio del megaparcheggio a valle del terminal bus, effetto del divorzio polemico e con accuse incrociate tra amministrazione e Ecoesse. «Questo convegno», spiega, «non ha uno sfondo politico. Mentre è forse vero che per vie inconsce è emersa una frustrazione che viene da lontano, da chietino che vorrebbe vedere finalmente la sua città più ordinata e efficiente in fatto di traffico. Per il resto», precisa, «sono qui da buon padre di famiglia, da presidente Ance che aiuta i giovani in un'iniziativa che a noi appare destinata al successo». Il riferimento alla paternità non è al figlio Federico, che pure presiede Ance giovani Abruzzo, ma al rapporto tra l'associazione degli adulti e quella dei giovani. E Federico De Cesare è esplicito, sente l'importanza del "suo" convegno. «Chieti è un malato terminale», esordisce, «da riportare alla vita vera con massicce iniezioni di rilancio economico, commerciale e culturale. E presenza di riconosciuti esperti, come quelli che abbiamo raccolto nel tavolo del convegno, che vuole essere già operativo. Il nostro progetto», aggiunge, «è sociale, perché non pensiamo alle nostre imprese edili che lavorerebbero a questa grande opera. Ci preme ridare prestigio a Chieti con vere e ampie zone pedonali, dove le auto arrivino per parcheggiare direttamente in centro e senza attesa. Vogliamo farla uscire dalla sua provincialità che sembra fenomeno irreversibile oltre che accettato».

Francesco Blasi

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