Denso, c’è l’appello dei sindacati: «Accelerare con gli investimenti»

Fegatelli (Fiom-Cgil): «L’azienda deve fare chiarezza sui piani futuri: tanti operai sono preoccupati» E le fabbriche dell’indotto sono in attesa: «Dipendono molto dalla Polonia, ora bisogna diversificare»
SAN SALVO. Sicurezza del posto di lavoro, nuovi investimenti e iniziative del governo in grado di rimettere in moto l’industria. È quello che migliaia di lavoratori delle grandi e piccole imprese del Vastese sperano di trovare sotto l’albero a Natale. Da due anni, infatti, il mondo dell’industria vastese è in sofferenza e tanti lavoratori sono in cassa integrazione. Decine di famiglie vivono nel timore di veder chiudere l’azienda in cui lavorano. Per il segretario provinciale della Fiom, Alfredo Fegatelli, servono investimenti per diversificare la produzione e non solo. «Per quanto riguarda la Denso», spiega Fegatelli, «siamo in attesa delle decisioni che il colosso giapponese prenderà. C’è stata già una ricapitalizzazione. La recente visita dei dirigenti nipponici nello stabilimento di San Salvo fa ben sperare, ma al momento nessuno sa quali saranno le decisioni di Denso sul sito di San Salvo». Sono ancora 150 i lavoratori sono in cassa integrazione nonostante dalla fabbrica di Piana Sant’Angelo siano usciti già 175 dipendenti. Per il segretario della Fiom, sono ancora troppi. Il 3 dicembre i sindacati hanno incontrato il responsabile delle risorse umane dell’azienda, Alfonso Orfanelli, chiedendo garanzie e nuovi prodotti, nuove lavorazioni che possano dare linfa al sito produttivo. È stato un confronto interlocutorio in vista del prossimo incontro in programma a gennaio nel corso del quale si parlerà di investimenti e occupazione. Ed è proprio sugli investimenti che si concentra l’attenzione dei sindacati. Al momento i dirigenti del colosso nipponico non hanno ancora deciso dove produrre il motore elettrico. La speranza è che le istituzioni intervengano per favorire l’investimento a San Salvo. In questa situazione di incertezza, faticano anche le aziende dell’indotto: «Per le aziende più piccole», dice Fegatelli, «servirebbe un accordo di programma sul sistema delle forniture. Attualmente le industrie lavorano molto per la Polonia ma quando gli ordinativi da fuori diminuiranno ci saranno problemi. Per questo occorre investire e diversificare. Non si può dipendere solo da Stellantis. Occorre poi aprire una discussione sulle forniture di energia elettrica». Senza una politica industriale condivisa con i sindacati e il sistema delle imprese, e senza nuovi aiuti straordinari, sono a rischio la tenuta delle grandi aziende del Vastese e migliaia di posti di lavoro. L'Asso Vasto, l'associazione che raggruppa le piccole e medie imprese del territorio, ha paventato la possibile chiusura per crisi del 15% delle aziende sul territorio. Un dato sicuramente preoccupante e per questo Alfredo Fegatelli auspica un colpo di reni e un programma che riesca a dare linfa vitale ad un settore essenziale per l’Abruzzo e il Vastese.

