Dermatologia da reparto ad ambulatorio

La struttura ha numeri record per visite e interventi ma nel piano regionale di riordino della sanità avrà un ruolo minore
LANCIANO. Quasi 10mila servizi svolti lo scorso anno, di cui oltre 6mila visite, mille piccoli interventi e oltre 2.100 utenti sottoposti a fototerapia. E ancora: crioterapia, patch test, terapia biologica. Unico “neo”? Le liste di attesa lunghissime per l’epiluminesceza: 17 mesi (si prenota oggi per febbraio 2018). È la Dermatologia dell’ospedale Renzetti, reparto con numeri notevoli ma che conta solo su due medici, che una volta a settimana vanno anche ad Atessa, e due infermieri. Un’equipe piccola ma molto produttiva e che la Regione smantellerà. Nel nuovo riordino della rete ospedaliera che vedrà il Renzetti diventare ospedale Dea di 1° livello, il reparto da unità semplice quale è oggi, scomparirà. Diventerà un ambulatorio, come Urologia che perde gli ultimi 4 posti letto che aveva, come Otorino, senza più 8 letti. Solo che per Dermatologia non si capisce se a Lanciano resterà come ambulatorio o no perché l’idea della Regione è di fare un polo dei melanomi ad Ortona, al civile Bernabeo. L’ospedale ortonese è centro di riferimento per la donna, ma anche per i tumori e lo sarà per i melanomi; infatti vi è previsto il trasferimento della Dermatologia chietina. Ma Dermatologia non è solo melanomi; comprende tutte le malattie della pelle che sono tantissime e prevede quindi diversi servizi.
A Lanciano, ad esempio, nel reparto c’è una cabina in cui oltre 2.100 utenti l’anno scorso hanno effettuato la fototerapia per curare la psoriasi e non solo; si può fare l’esame dei nei in epiluminescenza e oltre 1.500 pazienti lo hanno effettuato lo scorso anno; si fa la crioterapia, centinaia di patch test, operazioni chirurgiche per nei, cisti e tanto altro, terapia biologica. Un’unità già in sofferenza con due medici e due infermieri per una popolazione di 150mila abitanti, visto che il Renzetti abbraccia questo numero di utenti, viene anche declassata? Un’unità che nonostante abbia perso due anni fa un medico che per anni ha svolto il ruolo di primario facente funzione, i cui lavoratori non hanno preso incentivi, ha incrementato l’attività di circa il 30%, è tagliata?
«Sta nascendo un comitato spontaneo, fatto anche di medici e infermieri, per iniziativa del Nursing Up in difesa del Renzetti», dice Patrizia Bianchi, consigliere referente regionale del sindacato degli infermieri, «perché dopo aver accettato, a fatica, negli anni scorsi i tagli di posti letto e unità complesse, ora è arrivato il momento di dire basta. Il personale soffre, in particolare in reparti chiave come il Pronto soccorso, si pensa a declassare, tagliare attività importanti come Dermatologia, Urologia. A che pro? Qual è il disegno a lungo termine per questo ospedale?».
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