Detenuto aggredisce tre agenti
Non vuole cambiare cella e picchia le guardie della casa lavoro
VASTO. Non voleva cambiare cella e per questo ha aggredito con un oggetto tagliente tre agenti della polizia penitenziaria. È accaduto nella casa lavoro di Torre Sinello a Vasto. L’aggressore, un detenuto napoletano accusato di aver picchiato la madre, si trova ora in isolamento. I tre assistenti capo hanno avuto bisogno delle cure dei medici in ospedale. Non hanno riportato ferite gravi ma, per qualche tempo, non potranno tornare al lavoro. «Un fatto gravissimo», dice Mauro Nardella (Uil), «che toglie personale in una struttura come Torre Sinello dove al contrario ci vorrebbero più agenti». Quella di giovedi è l’ennesima aggressione da parte di un detenuto ai danni del personale di polizia penitenziaria. Giuseppe Ninu, segretario regionale per l’Abruzzo del Sappe, racconta: «I tre assistenti della polizia penitenziaria hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari. Lo spostamento di cella era conseguenza di un’altra infrazione disciplinare. Solamente il tempestivo intervento dei colleghi ha scongiurato più gravi conseguenze. È una aggressione annunciata», rimarca Ninu. Da tempo il Sappe segnala la precarietà della sicurezza nella casa lavoro di Vasto: per il sindacato, l’aggressione si sarebbe potuta evitare se fossero state adottate maggiori accortezze nella gestione del detenuto. «Questa vicenda», dice Ninu, «dovrebbe fare seriamente riflettere sulla necessità di adottare opportuni provvedimenti per scongiurare ulteriori fatti violenti». Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, dice: “«il sistema penitenziario, si sta sgretolando. Lo diciamo da tempo, inascoltati: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto. Risultato: poliziotti feriti e celle devastate. Il ministro della Giustizia adotti con tempestività urgenti provvedimenti». (p.c.)

