Di Campli Finore: «Stop agli sprechi della Sasi»

LANCIANO. «È ora di chiudere il rubinetto degli sprechi alla Sasi. Dopo gli scandali sulla depurazione, i sequestri, gli sversamenti abusivi, la richiesta di risarcimento danni da parte del Ministero...
LANCIANO. «È ora di chiudere il rubinetto degli sprechi alla Sasi. Dopo gli scandali sulla depurazione, i sequestri, gli sversamenti abusivi, la richiesta di risarcimento danni da parte del Ministero (25milioni) e presto del Comune di San Vito, e nessuna trasparenza sulla fusione con la Isi, è ora di dire basta, di fare chiarezza». Antonello Di Campli Finore (nella foto), coordinatore cittadino di Alleanza liberaldemocratica per l’Italia (Ali), punta il dito contro la società che gestisce il servizio idrico integrato. «Dopo 6 anni di gestione devastante dell’ex presidente Scutti», sostiene Finore, «che ha lasciato l’azienda allo sbando, arriva il nuovo presidente, Gianfranco Basterebbe, poco prima delle elezioni, con un classico accordo bipartisan che, comunque, non risolve i problemi: la Sasi affoga nella propria acqua e nei propri scarichi. Tegole piovono sulla gestione della depurazione con il sequestro bis degli impianti e le richieste di risarcimento danni. Si chiude poi la fusione Isi-Sasi, enti doppione di cui si sa poco o niente visto che non vengono pubblicati i bilanci, senza trasparenza per i cittadini». Per Di Campli Finore la Sasi «è un’azienda che fa politica, che assume senza concorsi, per chiamata diretta. Un’azienda i cui soci, i Comuni, sono allo stesso tempo parte lesa. Nel frattempo gli utenti continuano a pagare, sia l’acqua che la depurazione. A tal proposito si istituirà una task-force per richiedere il rimborso da aprile 2015 ad oggi del canone del servizio depurazione». (t.d.r.)

