Di Giammarco: «Adesso ho bisogno di più personale»
CHIETI. «Ho bisogno di nuovo personale. Altrimenti non si riuscirà a cogliere l’obiettivo che è alla portata della nuova struttura: 300 pazienti in più all’anno, in modo da azzerare la mobilità...
CHIETI. «Ho bisogno di nuovo personale. Altrimenti non si riuscirà a cogliere l’obiettivo che è alla portata della nuova struttura: 300 pazienti in più all’anno, in modo da azzerare la mobilità passiva che abbiamo tra le due cardiochirurgie abruzzesi di Chieti e Teramo che, mediamente in un anno, trattano un migliaio di pazienti». L’appello è di Gabriele Di Giammarco, direttore della Cardiochirurgia teatina, il terzo da quando il reparto è nato nel 1980. Prima di lui ci sono stati Antonio Calafiore e Gian Federico Possati. Di Giammarco è l’uomo che si era battuto per l’open space nel nuovo polo, ovvero un’ampia sala operatoria unica con tre postazioni: «Avrebbe garantito innanzitutto un letto operatorio in più rispetto ai due di oggi e anche la possibilità di trasferirvi la chirurgia vascolare. Non ho mai capito perché si è deciso di rinunciare al progetto, visto che non era economicamente svantaggioso». Di Giammarco annuncia anche un nuovo progetto sulla rete dello scompenso da presentare in Regione.

