Di Meco, 17 anni fa la scomparsa «Ma il murale non è stato fatto»

Oggi il memorial a Santa Rita e la messa in ricordo del 17enne deceduto durante una partita di calcio Miscia (Pd): sulle pareti dello spogliatoio manca l’opera della street-art in ricordo di questo ragazzo
LANCIANO. Un murale sulle pareti degli spogliatoi del campo sportivo per ricordare il giovane Marcello Di Meco, prematuramente scomparso proprio su quel terreno di gioco. A 17 anni da quel tragico giorno, il gruppo consiliare del Partito democratico sollecita l'attuale amministrazione comunale a realizzare il murale dedicato al giovane calciatore, morto a 17 anni il 3 marzo 2005 durante una partita di calcio. Oggi, in occasione dell'anniversario, l’associazione “Gli amici di Marcello” organizza dalle 15 il tradizionale memorial al campo sportivo Di Meco, nel quartiere Santa Rita, che la ex amministrazione guidata da Mario Pupillo ha recentemente rinnovato e riqualificato. Alle 17,30, poi, sarà celebrata una messa nella chiesa dello Spirito Santo.
«Cogliamo l’occasione», afferma Marusca Miscia, capogruppo Pd in consiglio comunale, «per sollecitare l'attuale amministrazione a realizzare il murale, da tempo condiviso con la famiglia Di Meco, per impreziosire il ricordo di Marcello e renderlo “visibile” a tutti i frequentatori del campo». Sull'argomento il Pd presenterà anche un'interpellanza nel prossimo consiglio comunale. «L’impegno a realizzarlo», prosegue Miscia, «assunto anche con atti ufficiali del Comune dalla precedente amministrazione, venga raccolto dall'attuale governo cittadino quale segno di conferma della vicinanza della città a quanti sono legati con affetto alla memoria di Marcello».
Il murale era stato inserito, a fine settembre scorso, nel progetto di street-art “Muri parlanti” (Talking walls), che ha visto decorate diverse scuole e palazzi pubblici con i personaggi della storia cittadina. Per l'opera dedicata al giovane atleta lancianese la giunta Pupillo aveva stanziato mille euro. Ma, con il cambio di amministrazione a ottobre, il progetto si è arenato. «Attraverso i murales e la street art con il progetto Talking walls 2.0 è stata raccontata la storia di Lanciano», sottolinea il capogruppo Miscia, «una storia fatta di donne e di uomini di grande valore e di grandi sogni che, attraverso l'intervento di artisti di caratura internazionale, hanno riqualificato luoghi anonimi facendoli diventare libri a cielo aperto, da tutti fruibili. Anche quello di Marcello era un grande sogno e un murale realizzato nel campo a lui intitolato è una bella e doverosa testimonianza che la comunità deve ai tanti giovani e alla sua famiglia, per continuare a ricordarlo con una delle forme più belle e suggestive di arte a cielo aperto. Per questo ci auguriamo che il sindaco e l'assessore a cultura e sport diano seguito a quanto predisposto».
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