Di Primio si vendica a Natale e toglie la delega a Di Labio

CHIETI. La vendetta del sindaco Umberto Di Primio arriva come regalo di Natale sotto l’albero del consigliere comunale Gianni Di Labio. Notizie non ufficiali danno infatti per certo l’arrivo di un...
CHIETI. La vendetta del sindaco Umberto Di Primio arriva come regalo di Natale sotto l’albero del consigliere comunale Gianni Di Labio. Notizie non ufficiali danno infatti per certo l’arrivo di un messo comunale a casa Di Labio proprio nel giorno della vigilia di Natale.
Il plico recapitato conteneva il ritiro della delega ai servizi cimiteriali. Una decisione, quella del sindaco, attesa e invocata da mesi da molti dei suoi consiglieri più fidati. Da tempo, infatti, era chiaro che il popolare consigliere comunale di Brecciarola non facesse più parte integrante della maggioranza. Decisione in un certo senso ufficializzata alle primarie del centrosinsitra, dove il raggruppamento di Di Labio, il Popolo di Chieti, è uscito allo scoperto presentandosi come parte integrante della colazione di centrosinistra.
L’effetto-Di Labio sulle primarie del 14 dicembre si è pienamente avvertito con la netta affermazione al seggio di Brecciarola del candidato da lui sostenuto, Luigi Febo, poi risultato vincente contro Marco Marino.
Il primo cittadino, fresco di ricandidatura, avrebbe voluto ritiragli la delega fin da luglio scorso, quando aveva annunciato che avrebbe azzerato tutti gli incarichi ai consiglieri comunali. Allora, però, dopo tanto clamore, il sindaco in realtà non passò dalle parole ai fatti, forse perché è bastato il solo annuncio del ritiro delle deleghe a far sollevare buona parte della sua maggioranza.
Così, mentre molti dei consiglieri rimasti a lui “fedeli” si chiedevano perché non provvedesse a ritirare l’incarico ai consiglieri che ormai si capiva che sarebbero passati all’altro schieramento, il sindaco ha voluto aspettare il giorno prima di Natale per servire “freddo” il piatto della vendetta sulla tavola natalizia del consigliere di Brecciarola.
Arianna Iannotti
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