Di Stefano ora passa all’attacco: «Basta accuse, bisogna agire»

19 Maggio 2023

Il consigliere della Lega: «Accanirsi non ha senso, adesso occorre risolvere il problema Teateservizi? È la madre del fallimento politico e amministrativo dell’attuale giunta»

CHIETI. Gli auguri per una pronta guarigione del sindaco arrivano subito, ma poi la critica nei confronti della sua amministrazione è netta e pesante. A parlare è l'ex parlamentare Fabrizio Di Stefano, consigliere di minoranza della Lega, che torna all'attacco dopo un lungo silenzio. Sposta i riflettori della politica dalle cause del dissesto («le accerterà la Corte dei conti come d'altronde sta già facendo», dice ) alla bocciatura della Corte nei confronti del piano di risanamento presentato dal Comune, bocciatura che traduce in un giudizio di fallimento dell'amministrazione Ferrara.
"GIUNTA FALLIMENTARE" Di Stefano rompe il silenzio: «La sentenza della Corte dei conti sul dissesto dell'ente», spiega, «segna un passaggio cruciale, non potevo continuare a fare opposizione come ho fatto sinora semplicemente allineandomi alle battaglie condotte in aula dal mio partito e dall'ottimo capogruppo Mario Colantonio». Il consigliere leghista ha una posizione netta sul dissesto dell'ente: «Il dissesto non è un dramma. E la gestione del sindaco Nicola Cucullo lo ha dimostrato. Ma in questo caso, la sentenza della Corte dei conti ha reso evidente che il percorso tracciato in due anni e mezzo dalla coalizione di centrosinistra è stato fallimentare. Ed è questo che mette a rischio il futuro della città. Il dissesto poteva anche essere scelto, guidato e gestito: ma non deve essere subito come sta avvenendo ora».
LE CAUSE DEL DISSESTOSecondo Di Stefano, «accanirsi come sta facendo il centrosinistra sulle cause del dissesto, in questo momento serve a poco. Perché quello che adesso serve davvero alla città è fare quadrato per risolvere i problemi». Il consigliere si riferisce anche alla presa di posizione del senatore e segretario regionale del Pd Michele Fina e del capogruppo Pd in Regione Silvio Paolucci che hanno annunciato un esposto alla Procura della Corte dei conti per assegnare le responsabilità del dissesto. Per Di Stefano, invece, la Corte sta già lavorando per fare appieno il proprio lavoro.
TEATESERVIZI All'ex parlamentare non è comunque sfuggita tra le cause del tracollo finanziario dell'ente la centralità delle problematiche della riscossione e di Teateservizi, la partecipata che si occupa appunto di riscuotere i tributi: «Almeno il 70% della sentenza della Corte dei conti insiste sulle difficoltà gestionali di Teateservizi», dice il consigliere che ricorda come la società pubblica sia nata nel 2006 nel corso dell'amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Francesco Ricci. «Quell'amministrazione è subentrata a quella di Cucullo, che aveva lasciato nelle casse comunali un tesoretto di 8 milioni di euro, mentre al termine dell'amministrazione Ricci ricordiamo un deficit di 10 milioni di euro». Di Stefano ricorda anche che «il primo direttore di Teateservizi è stato, dal 2006 al 2016, Luciano Iezzi che l'amministrazione Ferrara ha voluto a capo dello staff del sindaco. È dunque mi sembra legittimo nutrire qualche dubbio sulle scelte di questa amministrazione». Il consigliere critica anche la decisione di portare in consiglio comunale la delibera salva-Teateservizi: «Una decisione su cui non erano convinti neanche loro», sottolinea, «tanto è vero che si sono divisi. E non mi riferisco solo al polo civico, quanto anche al capogruppo del Pd che ha deciso di non votare». La delibera salva-Teateservizi, che autorizza il liquidatore a presentare domanda di concordato per evitare il fallimento della partecipate, è per Di Stefano «la madre del fallimento, politico e amministrativo, di questa amministrazione».
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