Di Stefano raduna i suoi candidati: oggi primo comizio

30 Agosto 2020

L’esponente del centrodestra presenta il programma E contesta De Cesare e Di Iorio: esempi di finto civismo

CHIETI. Partenza ufficiale della campagna elettorale destinata al grande pubblico stasera con il primo comizio del centrodestra. Precettati tutti i candidati consiglieri delle sei liste che appoggiano il candidato sindaco Fabrizio Di Stefano (Lega). L’appuntamento è a partire dalle ore 19 al parco delle Rimembranze, al centro Levante, luogo particolarmente indicato anche per il rispetto delle regole anti contagio da coronavirus, grazie agli ampi spazi da poter occupare. «Parlerò almeno per un’oretta», ha detto Di Stefano ai candidati, «perché ho tanto da dire: per la prima volta cercheremo di presentare il nostro programma agli elettori e sono tante le cose che ho in mente per la città. Perciò mi ci vorrà un po’ di tempo». A 55 anni, dopo esperienze da deputato, senatore, consigliere regionale e comunale, Di Stefano è stato il primo candidato sindaco ufficiale della campagna comunale teatina. A lanciare il suo nome dal palco del Supercinema è arrivato, a dicembre scorso, il leader nazionale della Lega Matteo Salvini. Una decisione che non ha mancato di suscitare polemiche all’interno del centrodestra, con strascichi che hanno portato alla mancata presentazione della lista di Forza Italia. Alcuni forzisti si sono poi candidati comunque all’interno di una delle liste civiche che sostengono Di Stefano, ma il simbolo del partito di Berlusconi, nato nel 1994, per la prima volta è rimasto assente dalla competizione elettorale locale. E intanto Di Stefano affila le armi e tira pesanti bordate contro due dei suoi avversari, i candidati sindaco dei due poli civici Paolo De Cesare e Bruno Di Iorio. I due non vengono mai nominati direttamente. Di Stefano parla dei loro raggruppamenti come «finto civismo» e le loro liste vengono bollate come «civiche di necessità». E spiega: quelli che adesso si presentano all’elettorato come sostenuti da liste civiche, lo fanno perché non sono riusciti a farsi candidare né dal centrodestra né dal centrosinistra. Se fossero diventati candidati del centrodestra, adesso avrebbero in squadra le stesse persone accusate di rappresentare il vecchio. «Uno dei due candidati civici è venuto da me e dal coordinatore regionale della Lega Luigi D’Eramo a chiedere di diventare il candidato sindaco della Lega», ha detto Di Stefano, «siccome la Lega non lo ha voluto e ha preferito candidare me al suo posto, è diventato “civico”. Ma se il suo nome fosse passato, avrebbe ora in lista le stesse persone che adesso costituiscono l’argomento principale della sua critica nei confronti della mia coalizione. L’altro candidato civico ha provato a diventare candidato sindaco sia del centrosinistra che del centrodestra, non riuscendovi. Insomma, alla fine è la solita storia della volpe e l’uva. Ma certo quello non è il civismo vero».