Diabete, trecento test in piazza

Volontari in azione a Vasto e San Salvo: «La malattia si batte con attività fisica e attenzione a tavola»
VASTO. Sono stati oltre 200 i test effettuati gratuitamente in piazza Rossetti a Vasto e 125 in piazza papa Giovanni XXIII a San Salvo, nell’ambito della Giornata mondiale del Diabete. Sabato scorso, 24 novembre, i Lions Club Vasto Host con il patrocinio del Comune e il Lions Club San Salvo, unitamente alla Croce rossa e alla farmacia Di Croce, all’Associazione diabetici del comprensorio Vastese e all’Avis, hanno organizzato nelle rispettive città, una giornata di sensibilizzazione sul territorio, dedicata alla prevenzione e lotta al diabete, proponendo alla popolazione lo screening con la misurazione della glicemia ed il supporto di personale medico in grado di fornire corrette indicazioni sullo stile di vita.
«È una malattia che sta dilagando, diffondendosi lentamente e silenziosamente», afferma il Lions Club San Salvo, «in Italia sono circa tre milioni e mezzo i diabetici noti, cioè il 5,5% della popolazione. Una efficace divulgazione e sensibilizzazione sulla malattia, e soprattutto sul corretto stile di vita, potrebbero contribuire a riuscire ad evitarla». «Muovetevi, mangiate di meno e, soprattutto, controllate spesso la glicemia», ha detto Francesco D’Adamio del Lions Club Vasto Host, «si tratta di una patologia di alto impatto sociale che può generare complicanze croniche ed effetti collaterali anche gravi».
A Vasto l’incontro è stato svolto in collaborazione con due associazioni, la Nordic Walking, che a Vasto è rappresentata dall’istruttrice Annalisa Cristoforetti e l’Associazione dei Camminatori, che hanno eseguito una dimostrazione gratuita di Nordic Walking per le vie della città a cui hanno partecipato alcune associazioni cittadine: Asd Nordic Walking Vasto, Asd FreeWalkers e altri sodalizi. «L’attività fisica costante è importantissima soprattutto nei giovani per prevenire la malattia e a tavola bisogna stare molto attenti a non esagerare con i dolci e i farinacei», conclude D’Adamio.

