Dialisi spostata ad Atessa: i “no” sono mille

14 Novembre 2023

Dal sit-in di protesta davanti all’ospedale è nata la raccolta di firme che sarà inviata a Regione e Asl

LANCIANO. Superate le mille firme per la petizione avviata dopo il sit-in di protesta davanti all’ospedale nei giorni scorsi per difendere il reparto di Nefrologia e la dialisi del Renzetti che sarà consegnata ad Asl e Regione. L’unità, fondamentale per quanto riguarda l'assistenza a trapiantati e dializzati, secondo i due enti infatti andrebbe trasferita all’ospedale di Atessa, per poter avviare i lavori per la costruzione del nuovo ospedale di Lanciano, dove però non è più prevista. Il manager Asl Thomas Schael dopo aver avvisato i primari dello spostamento ha poi spiegato che il reparto non ci sarà e che il servizio dialisi essendo territoriale lascerà l’ospedale per andare in altri locali, sempre a Lanciano. E ha proposto l’ex Eca. Ma tutto è fermo.
«Lo scorso ottobre abbiamo scongiurato il trasloco una prima volta con il sit-in organizzato dal comitato “Uniti per la salute” davanti al Renzetti, quando il trasferimento ad Atessa era praticamente cosa fatta», dice il consigliere comunale Giacinto Verna (Azione), «ma il rischio c’è ancora. Pazienti e iscritti dell'associazione Aned, che si sono riuniti in settimana sulla questione, sono seriamente preoccupati per la delocalizzazione del reparto tanto che mi hanno contattato per avere supporto in questa battaglia. Sono pronti a tutte le forme di protesta a loro disposizione per dire no a un ospedale senza questo reparto e per dire no alla delocalizzazione fuori Lanciano. Lo spostamento voluto da Schael comporterebbe disagi per malati e pazienti, con viaggi in auto o ambulanza per stare attaccati a una macchina per ore e poi tornare a casa stremati. Parliamo di persone, non di pacchi da spostare. È giusto che il territorio abbia i propri servizi, ma non si può privare un ospedale Dea di I livello quale il Renzetti, di un reparto di questa importanza. Anche l'ipotesi ex Eca è uno specchietto per le allodole. Allo stato attuale è un immobile inutilizzabile e lo resterà a lungo. Almeno fino a quando non sarà approntato un progetto e non si troveranno i soldi per metterlo a posto, ma parliamo di milioni». (t.d.r.)
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