Domande per gli alloggi popolari consegnate a mano dall’assessore

21 Luglio 2022

Raimondi e il sindaco Ferrara negli uffici dell’Ater per la seconda tranche di istanze per la graduatoria «Siamo andati di persona per ottimizzare i tempi visto che l’Ufficio casa non ha potuto fare da sé»

CHIETI. Uffici comunali pesantemente sotto organico e sguarniti anche a cause delle ferie: e così a consegnare i documenti vanno sindaco e assessore. Il sindaco Diego Ferrara e l'assessore alle politiche della casa Enrico Raimondi hanno consegnato a mano all’Ater la seconda tranche di domande per gli alloggi di edilizia popolare, in tempo per la nuova riunione della commissione alloggi. E speriamo che questa volta, al contrario dell'ultima, non ci siano problemi nell'istruzione delle domande.
«Siamo andati di persona per ottimizzare i tempi», hanno detto sindaco e assessore, «in questi giorni l’Ufficio politiche della casa non ha potuto fare fronte a tale passaggio e ce ne siamo fatti carico direttamente, per consentire alla commissione alloggi di esaminare nel più breve tempo possibile un’altra buona fetta delle domande giunte al Comune, così da arrivare in tempi rapidi anche alla graduatoria degli assegnatari. Quello alla casa è uno dei bisogni maggiormente sentiti in città, a cui stiamo dando risposte concrete e inedite, sia attraverso la riorganizzazione e semplificazione del servizio, grazie a un accordo con i patronati, ad esempio, è possibile da mesi bypassare gli uffici che sono oberatissimi e sotto organico; sia con l’avvio di manutenzioni straordinarie che gli alloggi comunali non hanno mai visto in questi anni, è infatti in arrivo anche l’altra parte degli oltre 3 milioni di euro di finanziamenti che consentiranno lavori in decine di appartamenti in condizioni precarie».
Peccato che la visita non sia servita a rimettere in carreggiata il progetto proposto dal Comune all'Ater, perché l'Azienda territoriale di edilizia residenziale pubblica presieduta da Antonio Tavani prendesse in mano la gestione delle case comunali teatine. Il progetto è stato proposto dal Comune all'Ater perché per quest'ultimo ente sarebbe stato più facile accedere ai benefici del 110% per la ristrutturazione del patrimonio edilizio. Ma il progetto è rimasto al palo: la bozza di convenzione presentata dal Comune deve essere modificata dall'Ater che però sembra non abbia fatto sapere più nulla. (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.