Donna accoltellata dall’ex La verità dalle due perizie

Oggi il secondo test per accertare la gravità delle lesioni riportate dalla ferita Il primo era sulle capacità dell’ex finanziere accusato di tentato omicidio
VASTO. Amore violento, che si trasforma in ossessione e arriva ad uccidere. Pochi giorni fa è toccato ad una ragazza di Pescara. Michela Potenza, 58 anni, di Vasto, è stata più fortunata. I soccorsi immediati l’hanno salvata. Dopo tre mesi ci sono ancora macchie del suo sangue sui gradini di corso Garibaldi. Oggi nel corso di un incidente probatorio, i periti dovranno stabilire se le lesioni procuratele con una coltellata da Francesco Leuci, l’ex compagno, avrebbero potuto ucciderla. È il 25 settembre, domenica, quando Leuci, 54 anni, ex finanziere, si avvicina all’ex convivente e la colpisce con una coltellata alla schiena mentre la donna sale le scale. Ferita si trascina fino in piazza Rossetti e con la schiena sanguinante invoca aiuto ai passanti. Ricoverata al San Pio, Michela viene sottoposta ad un delicato intervento. Leuci si costituisce. È in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Il coltello non è mai stato trovato. Oggi è in programma la perizia medico legale. La scorsa settimana i periti Di Tanna e Fiorilli hanno esaminato l’indagato per stabilire se al momento del ferimento Leuci fosse capace di intendere e volere. La difesa ha nominato il professor Cristian D’Ovidio. I risultati della duplice perizia saranno depositati a gennaio. A chiedere e ottenere dal gip Anna Rosa Capuozzo il doppio incidente probatorio è stato il procuratore capo Giampiero Di Florio. La Procura ritiene necessario accertare la gravità delle lesioni riportate dalla vittima e stabilire se la donna sia mai stata in pericolo di vita. Dalle perizie emergerà anche l’effettiva pericolosità dell’indagato. La difesa di Leuci esclude la premeditazione e sostiene che l’ex finanziere è affetto da una patologia depressiva, ma non voleva uccidere. Chiede un reato meno grave del tentato omicidio. Chi quel giorno fu testimone dell’aggressione non la pensa allo stesso modo e non solo. Il legale della donna, Elisa Pastorelli, ha preparato un dossier che racconta un drammatico vissuto. La penalista il 18 aprile 2015 si occupò di una denuncia per aggressione presentata da Michela Potenza dopo un ricovero in ospedale con tre costole rotte. La prognosi fu di 30 giorni. Seguirono molti altri episodi inquietanti. Vicende che potrebbero far scattare anche l’accusa di stalking.
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