Dossier Asl, accuse sui ricoveri nelle cliniche private

Così l’ispettore del Ministero dell'Economia scopre che il numero dei ricoveri supera i posti letto accreditati. Oggi la risposta del manager Zavattaro
CHIETI. Si chiama Giovanni Di Giorgio l’ispettore del Mef che fa paura alla Asl di Chieti. E a pagina 114 del suo dossier spunta il nervo scoperto della sanità teatina, ovvero i rapporti con le cliniche private. Tra le 28 contestazioni che il ministero dell’Economia e delle Finanze fa al manager, Francesco Zavattaro, questa sulle cliniche rievoca spettri del passato. L’arresto e la condanna di Ottaviano Del Turco e lo scandalo di Sanitopoli tornano alla memoria leggendo le ultime pagine, forse le più interessanti, della relazione ispettiva alla quale la Asl di Chieti, Lanciano e Vasto è chiamata a rispondere. Intanto il vicepresidente del Consiglio regionale, Camillo D’Alessandro, ne farà un caso da portare all’attenzione dell’assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci. Dal canto suo, Zavattaro, oggi alle 12 spiegherà all’opinione pubblica i punti che non tornano come quelli riportati nel capitolo “scottante” sui debiti con le strutture accreditate. Entriamo nel merito. L’ispettore contesta al manager di aver lasciato ancora aperti i conti del dare e dell’avere per il triennio contrattuale 2005-2007 con le strutture private, Villa Pini in primis: «Viene segnalato che i relativi pagamenti sono in parte ancora lungi dall’essere effettuati atteso che in sede di verifica sono state riscontrate una serie di illegittimità e di non appropriatezza delle prestazioni erogate». Ma questa è solo la premessa. Il discorso si fa attuale quando, a pagina 115, lo 007 del Mef prende in considerazione il “conto note credito” vantato dalle cliniche private accreditate nel 2012 e scrive una cifra a sei zeri: 105 milioni di euro. «Si segnala di non aver effettuato alcun riscontro in relazione alle note di credito per non aver ricevuto la documentazione richiesta e sollecitata», scrive però l’ispettore. Perché la Asl in questo caso è stata reticente? Una semplice svista o c’è dell’altro? La risposta forse è in quest’altra frase dell’ispettore: «Non c’è coerenza tra i dati extra budget 2012 pari a due milioni e 606 mila euro rispetto ai 18 milioni e 531 mila euro di incremento del conto note credito. Si ritiene indispensabile da parte della Asl fornire le giustificazioni di tale importo». Come giustificherà Zavattaro una differenza che supera i 15 milioni di euro? Passiamo al capitolo successivo che ha i contorni del giallo. Come fa la Asl a controllare le prestazioni fornite dalle cliniche accreditate? Semplice: attraverso la verifica delle Sdo, schede di dimissioni ospedaliere, sulla base delle quali la sanità pubblica rimborsa quella privata. Ma al di là del fatto che la Asl teatina anche in questo caso «non ha fornito alcun riscontro alla richiesta di documentazione», l’ispettore afferma che: «Non sembra che la Asl abbia un completo ed efficace governo del processo di controllo». Quindi prende le tabelle redatte dalla Asl sui posti letto occupati a Villa Pini e Spatocco e contesta un tasso di occupazione che supera il 100 per cento. Siamo in sintesi di fronte a un numero di giornate di degenza maggiore dei posti letto accreditati. Per la Spatocco 302 in più nel 2012. Sì, i conti non tornano.

