Droga da Caserta per il Vastese: una famiglia arrestata a San Salvo

Filone abruzzese nelle indagini sullo spaccio coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere In manette tre donne e un uomo. Il difensore Berarducci: «I fatti sono del 2018, accuse da verificare»
VASTO. Smantellata la “Banda dei sinti”. Fra loro 4 persone di San Salvo. Il blitz dei carabinieri è scattato alle 4 di ieri nel Casertano, nel Frusinate e, contestualmente, nel Vastese. A San Salvo, su ordine della magistratura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) sono state arrestate 4 persone, un uomo e tre donne. I carabinieri hanno suonato a casa di A.D.R., 38 anni; L.D.R., 35 anni; R.D.R., 32 anni e B.M., 32 anni. I militari hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare firmate dal giudice per le indagini preliminari del tribunale della città campana, Alessandra Grammatica. Il 38enne e le due donne di 35 anni e 32 anni sono finiti in carcere. B.M è ai domiciliari:
I quattro sono coinvolti in un'operazione partita da San Maria Capua Vetere ed estesa poi al Lazio, all’Abruzzo e anche nel Molise. Ventisei le persone indagate, 18 le misure cautelari eseguite: 15 indagati sono stati arrestati e 3 sono ai domiciliari. La Procura della città campana ha informato i colleghi della Procura di Vasto, coordinati dal procuratore capo Giampiero Di Florio.
L’organizzazione di spacciatori sarebbe di etnia Sinti. Metà degli arrestati è di sesso femminile. Il traffico di stupefacenti si svolgeva fra le province di Caserta, Frosinone e Chieti. Dalle indagini dei carabinieri di Sessa Aurunca è emerso che gli indagati avevano creato numerose piazze di spaccio, una delle quali a San Salvo. Le piazze venivano rifornite grazie all'acquisto all'ingrosso da trafficanti italiani e stranieri di ingenti quantitativi di cocaina ed eroina. Alcuni personaggi residenti nel Casertano, già noti alle forze dell'ordine, sono accusati di essere stati i promotori e gli organizzatori di traffici di droga.
Nel corso delle intercettazioni telefoniche, gli accusati parlavano in dialetto Sinti ma gli investigatori hanno scoperto ugualmente che dal Casertano la droga arrivava anche nel Vastese. I quattro sansalvesi, componenti della stessa famiglia, avrebbero collaborato con gli altri arrestati e farebbero parte di un’organizzazione considerata consolidata dagli investigatori.
«I fatti contestati», precisa l'avvocato Marisa Berarducci che difende gli accusati di San Salvo, «non sono attuali ma risalgono a diverso tempo fa. Le indagini sono partite nel 2018. L'accusa ai miei assistiti è tutta da verificare». A casa della famiglia di San Salvo non è stato trovato nulla. «I miei clienti sono incensurati», precisa l'avvocato Berarducci. «Altro al momento non posso dire», rimarca il legale che valuterà se ci sono estremi ed elementi che dimostrano che i suoi assistiti collaboravano con l’organizzazione sgominata in Campania.
L’indagine è partita diversi mesi fa. Secondo gli inquirenti diversi personaggi del Casertano trafficavano droga, che poi grazie a presunti collaboratori smistavano in Abruzzo e Molise. La centrale sarebbe stata individuata nella città campana. Le misure cautelari hanno raggiunto persone residenti a Mondragone, Sessa Aurunca, Cassino, Termoli e San Salvo. La convalida degli arresti è prevista per lunedì. (p.c.)
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