Droga, le mani del clan Vollaro sulla città

Arrestati affiliato alla camorra e genero: avevano trasformato la casa in un laboratorio per la raffinazione della cocaina
LANCIANO. Sorpresi dalla polizia a preparare la droga per le feste di Natale. Sono stati arrestati in flagrante Federico Irollo, 42enne affiliato al clan camorristico dei Vollaro, e Ciro Ienco, 22 anni, entrambi di Napoli. I due, rispettivamente suocero e genero, avevano trasformato un appartamento a Santa Maria Imbaro, in uso al più giovane, in un laboratorio per la raffinazione della droga e il confezionamento delle dosi. Il blitz della polizia è scattato ieri alle 10, ma fin dalle prime luci dell’alba gli agenti, coordinati dal vicequestore Lucia D’Agostino, erano appostati nelle vicinanze dell’abitazione. Vi erano arrivati in seguito a un’attività di monitoraggio e a mirati servizi di prevenzione dello spaccio, disposti dal questore di Chieti in attuazione delle circolari del Dipartimento di pubblica sicurezza. Servizi che sono stati intensificati nel periodo delle feste natalizie, nel quale statisticamente si registra un aumento del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. Controllando alcuni soggetti, gli agenti avevano registrato movimenti sospetti intorno all’abitazione.
Alle 10 di ieri, mentre erano appostati, hanno visto arrivare a bordo di uno scooter ed entrare in casa Federico Irollo, esponente di spicco del clan camorristico dei Vollaro e sottoposto agli arresti domiciliari a Lanciano, dai quali aveva permessi giornalieri per le proprie esigenze personali. Dopo alcuni minuti i poliziotti hanno deciso di fare irruzione nell’appartamento. Qui suocero e genero erano intenti al confezionamento delle dosi di sostanza stupefacente, presumibilmente cocaina, con bilancini, fornelli, soluzioni chimiche (bicarbonato, ammoniaca, mannitolo), guanti e mascherine. I due, colti in flagrante, non hanno opposto resistenza. La droga era in parte già divisa in dosi, da 0,20 grammi ciascuna, che avrebbero fruttato oltre 20mila euro sul mercato. In tutto sono stati sequestrati 130 grammi di cocaina, una decina di pasticche di altra sostanza grezza e circa 120 euro in contanti, oltre a diversi telefonini e tablet per i contatti con clientela e fornitori. «Le quantità non sono ingenti perché riteniamo che fossero all’inizio dell’attività di spaccio», spiega il vicequestore D’Agostino, «non è escluso che la droga venga dall’area napoletana. L’appartenenza di Irollo alla criminalità organizzata napoletana, inoltre, ci fa ipotizzare che questa volesse espandere la propria attività nell’area frentana. Ma su questo faremo ulteriori indagini».
Nella casa trasformata in laboratorio della droga, la polizia ha trovato anche numerosi accendini vuoti: è qui che i due nascondevano le dosi di droga da consegnare ai clienti, così da non dare adito a sospetti in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.
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