Drone sottomarino in missione a Ortona per le analisi del mare

Un team di ricercatori testa il macchinario: sarà utile a esplorare i fondali e valutarne lo stato di salute Tra i partner dell’iniziativa anche il Flag costa dei trabocchi. Il progetto finanziato con 1,7 milioni di euro
ORTONA . L’analisi dei fondali del mare e lo studio sullo stato di salute delle acque. Partirà lunedì la missione scientifica del drone Blucy a Ortona. Va avanti “Sushi Drop”, l’abbreviazione di Sustainable fisheries with drones data processing, il progetto che si inserisce nel Programma europeo di cooperazione interregionale 2014-2020 avviato fra Italia e Croazia. Finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera “Interreg V A Italia-Croazia 2014-2020”, nasce con l’obiettivo di monitorare lo stato di salute dei fondali marini e condividere i risultati con i principali portatori di interesse, così da poter attuare dei piani di gestione puntuali per tutelare e conservare la biodiversità del mar Adriatico. Oltre all’università di Bologna, coordinatrice del progetto, sono coinvolti altri cinque partner: la Regione Marche, il Flag Costa dei Trabocchi e, con base a Spalato, l’Institute of Oceanography and Fisheries, l’Association for Nature, Enviroment and Sustainable Development e la Contea di Split e Dalmazia.
Grazie a Sushi Drop, un team di ricercatori ha sviluppato un drone sottomarino capace di immergersi ad oltre 200 metri di profondità e raccogliere informazioni utili per il monitoraggio le condizioni del mare. L’iniziativa, della durata di 36 mesi (1° gennaio 2019 – 31 dicembre 2021), è finanziato con 1.754.230 di euro di budget complessivo. Attualmente il drone è ancora in fase di sperimentazione, quindi sono in corso delle missioni di test a Pedaso, nelle Marche, mentre la prossima sarà la volta di Ortona. I ricercatori - ingegneri e biologi - di un team dell’università di Bologna, faranno delle prove di calibratura e di reale funzionamento del drone stesso. Lo strumento è molto innovativo, in grado di navigare in mare attraverso un filo di fibra ottica che lo collega all’imbarcazione, ma anche di viaggiare da solo grazie ad una serie di software.
Da lunedì a giovedì prossimo il macchinario conoscerà quindi la costa dei trabocchi, poi venerdì si capirà cosa ha osservato, seppur sia opportuno ricordare che si tratteranno solo di test. Ci sarà comunque la possibilità di valutare lo stato di salute del mare e di osservare la biodiversità che lo contraddistingue.
L’ulteriore obiettivo sarà quello di arrivare a rendere i dati raccolti accessibili a tutti tramite una piattaforma, con lo scopo di implementare nuove forme di protezione dei mari e ottimizzare le attività di pesca per aumentarne la sostenibilità ambientale.
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