Due agenti aggrediti in carcere Scoppia la rabbia dei sindacati

LANCIANO. Due agenti di polizia penitenziaria aggrediti da un detenuto. È successo venerdì scorso nel carcere di Lanciano. È stato un 50enne italiano, con minacce, schiaffi e spintoni, a scatenare la...
LANCIANO. Due agenti di polizia penitenziaria aggrediti da un detenuto. È successo venerdì scorso nel carcere di Lanciano. È stato un 50enne italiano, con minacce, schiaffi e spintoni, a scatenare la lite che ha provocato il ferimento dei due agenti: uno ha riportato una prognosi di 10 giorni e l’altro di tre.
I sindacati denunciano l’«escalation di violenza». La Uil-Pa chiede «un incontro urgentissimo» al provveditore regionale Carmelo Cantone «per valutare gli interventi possibili a tutela dei lavoratori»: «Questa è l’ultima di un lungo e non ancora definito elenco di aggressioni fisiche, siamo almeno a quota 8 nell’anno, e verbali che giornalmente la polizia penitenziaria è costretta a subire nel carcere di Lanciano, ma la cosa più preoccupante», dice il segretario regionale Uil-Pa Ruggero Di Giovanni, «è la totale assenza di interventi tesi a garantire la sicurezza dei lavoratori; non è più sostenibile una situazione che vede aumentare di giorno in giorno il rischio aggressioni verso un personale ormai stremato dai turni di lavoro prolungati e dalla mancanza di turn-over. Siamo dunque costretti a chiedere ciò che dovrebbe rientrare nel normale rapporto di lavoro, ovvero che l’amministrazione ponga in essere tutte quelle iniziative necessarie a salvaguardare la salute psicofisica dei dipendenti».
Interviene anche il sindacato Fs Cosp: «Gli episodi di aggressione, intolleranza, dileggio e violenza a Lanciano», dice il segretario provinciale Nicola Mattioli, «sembrano aumentare a dismisura e le condizioni dei lavoratori di polizia appaiono sminuite dall’inefficienza degli uffici di un Provveditorato che deve interessarsi contemporaneamente di tre regioni (Lazio, Abruzzo e Molise), Prap e del dipartimento, di cui si è chiesto nuovamente la divisione interregionale ex novo». Il segretario generale nazionale Fs Cosp Domenico Mastrulli sottolinea «il preoccupante aumento di episodi di violenza che si registrerebbe da tempo in concomitanza con l’apertura del nuovo reparto detentivo e l’arrivo di nuovi reclusi il cui numero all’interno della casa circondariale sarebbe non più tollerabile rispetto all’organico esistente».

