Due infermieri aggrediti in Psichiatria

22 Maggio 2024

Finiscono in pronto soccorso gli operatori presi di mira da un paziente: gli episodi a distanza di tre giorni l’uno dall’altro

CHIETI. Due infermieri aggrediti nel giro di pochi giorni nel reparto di psichiatria dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti. Entrambi costretti a fare ricorso alle cure del pronto soccorso per episodi che, purtroppo, non sono affatto isolati.
La prima delle ultime due aggressioni in ordine di tempo, che dall’altro lato hanno visto come protagonista lo stesso paziente, è avvenuta venerdì scorso. Un operatore sanitario è stato percosso con un colpo alla nuca e successivamente con un calcio a un ginocchio, e poi raggiunto da sputi. Il tutto dopo essere stato insultato nell’infermeria del reparto, e aver invitato il paziente a calmarsi e a far rientro nella propria stanza. Alla vittima dell’aggressione, che in seguito ha presentato denuncia ai carabinieri, sono stati prescritti dieci giorni di prognosi. «Purtroppo sono cose all’ordine del giorno, con conseguenze a volte meno e a volte più gravi», dicono dal reparto.
Infatti, a stretto giro, gli operatori impiegati nella Psichiatria hanno dovuto fare i conti con un episodio simile. Lunedì ad essere preso di mira, sempre dallo stesso ricoverato, è stato un altro infermiere. Grossomodo con le stesse modalità, con la differenza che, oltre all’aggressione fisica, gli è stato danneggiato un costoso orologio da polso. Il tutto nell’ambito di un’aggressione iniziata perché l’infermiere «si era permesso di contraddirlo sul rispetto di alcune regole di convivenza civile». Anche in questo caso c’è stato bisogno di ricorrere al pronto soccorso, ma sul momento non è stata presentata denuncia. Di entrambi gli episodi sono state però interessate le organizzazioni sindacali di categoria del settore infermieristico.
«A margine di queste tristi vicende che colpiscono i professionisti che lavorano in Psichiatria, prevalentemente infermieri e medici, viene lecita una considerazione», commenta uno degli aggrediti, «le vecchie “logiche manicomiali”, per fortuna superate, istituzionalizzavano i pazienti privandoli spesso di dignità, ma oggi vi è un “garantismo libertario” in nome del quale si rischia di delegare al paziente ogni decisionalità: da una psichiatria coercitiva e terapeuticamente incisiva di un pericoloso passato a una psichiatria troppo libertaria di un altrettanto pericoloso presente. Pazienti esigenti terrorizzano il personale usando violenza verbale e fisica, sicuri di rimanere impuniti, quando aggrediscono se non sono soddisfatti del “ricovero e del personale alberghiero”. Ci vogliono azioni concrete da ora in poi perché sarà sempre peggio visto il dilagare di giovani sempre più violenti e di una politica sanitaria difensiva che delega ai pazienti troppe scelte gestionali».
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