Due squadre in città tra polemiche e veleni

Il dirigente della Pro Vasto Maccarone denuncia: «Biglietto di minacce sulla macchina di mia moglie»
VASTO. «Alessio Maccarone lontano dai campi di calcio»: è quanto chiede l’anonimo autore di un foglio scritto a mano in stampatello e con grafia incerta, sistemato sabato sera sul cruscotto dell’auto della moglie di Maccarone, dirigente della Pro Vasto, club nato dal trasferimento del titolo sportivo del Casalbordino a Vasto, dove è già attiva la Vastese. Il biglietto, sul quale viene citata la massoneria, è stato consegnato da Maccarone alla polizia. Il dirigente della Pro Vasto ha annunciato che oggi perfezionerà la denuncia. C’è chi pensa a una burla, chi a una provocazione e chi invece ritiene sia proprio di una minaccia. Certo è che l’episodio contribuisce ad alimentare il clima di incertezza che circonda il calcio vastese, quest’anno rappresentato da due squadre in Eccellenza. A raccontare l’accaduto è lo stesso Maccarone: «A me spiace per mia moglie che si è spaventata», spiega, «chi ha scritto quel biglietto evidentemente conosceva le sue abitudini e la sua auto. Mentre lei lavorava, il biglietto è stato sistemato sul cruscotto della vettura in corso Mazzini. Uscendo dal lavoro lo ha trovato e mi ha subito avvertito. Ho chiamato la polizia. Gli agenti hanno preso il foglietto». Le telecamere di videosorveglianza potrebbero aiutare a scoprire chi lo ha sistemato sull’auto.
«Non immagino chi possa essere stato», riprende Maccarone, «quel che è certo è che se l’intento era di farmi desistere dal proposito di creare a Vasto una squadra di calcio vincente, l’anonimo ha ottenuto l’effetto contrario. Io sono ancora più determinato a portare avanti il mio progetto. Non sarà certo un biglietto anonimo a farmi arrendere. Continuerò a lavorare duramente insieme al presidente per rappresentare al meglio Vasto nel panorama sportivo regionale. La Pro Vasto si allenerà e disputerà le partite a Scerni, dove abbiamo trovato accoglienza e disponibilità del sindaco Daniele Carlucci e della società. Intanto, spero che su questa brutta pagina venga fatta massima chiarezza e i responsabili vengano identificati».
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