E c’è l’allarme: raddoppia il tasso di positività

Il dato arriva dallo screening di massa, potenziato il servizio che ricostruisce i contatti dei contagiati
CHIETI. Lo screening con i tamponi rapidi antigenici, organizzato in collaborazione con i Comuni e con la struttura commissariale del generale Figliuolo in vista del ritorno a scuola, ha interessato oltre 35mila persone, evidenziando un tasso di positività al 3%. Tasso che è risultato raddoppiato rispetto alla settimana precedente. «Nel week end appena trascorso», ha detto la responsabile della campagna di screening Maria Di Sciascio, «il test si è svolto in 64 centri, mentre nel prossimo seguiranno altri 10 che hanno posticipato la ripresa delle lezioni con ordinanze comunali. Avevamo stimato una partecipazione del 50% della popolazione scolastica che nel nostro territorio è pari a 52mila unità, e invece abbiamo toccato il 65% con 35mila tamponi eseguiti e 1.006 positivi identificati. Un risultato che premia l’impegno di tutti nel garantire un prosieguo dell’anno scolastico con buoni margini di sicurezza». Per la campagna di screening la Asl Lanciano Vasto Chieti ha speso 120mila euro, acquistando 50mila tamponi al costo di 2,40 euro l’uno. Per quanto riguarda, invece, l’esecuzione di tamponi molecolari, fino a quando non sarà attivata la convenzione con un secondo laboratorio analisi, restano le difficoltà riguardo la lentezza dei responsi, difficoltà che hanno portato anche alla sospensione temporanea del Drive In teatino del Palatricalle, gestito dal personale del 118 diretto da Adamo Mancinelli. La sospensione dello scorso 5 gennaio era stata decisa proprio per permettere al laboratorio universitario gestito da professor Rino Stuppia di smaltire l’enorme carico di test che si sono accumulati nei giorni. Con una media di 1.500 nuovi contagiati al giorno è saltata anche l’attività di contact tracing. La stessa azienda sanitaria ha dovuto ammettere che non è più possibile fare tracciamento dei contagi secondo le modalità ordinarie seguite fin qui. Proprio per potenziare l’attività di contact tracing, la Asl ha deciso di chiudere il numero verde Covid, spostando i tre medici che rispondevano al telefono sul tracciamento dei contatti. (a.i.)
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