E continua l’emergenza medici di famiglia

8 Settembre 2023

Il grido d’allarme lanciato dal sindacato Smi: «Il 20 per cento è prossimo alla pensione tra due anni»

CHIETI. Entro fine anno potrebbero mancare circa 10mila medici specialisti nelle corsie d’ospedale su tutto il territorio italiano. E l’emergenza si registra anche nel Chietino: a lanciare l’allarme è Silvio Basile, responsabile regionale del Sindacato medici di base (Smi). «Da tempo si parla della cosiddetta gobba previdenziale», dice Basile, «generata dall’uscita dal mercato occupazionale dei nati negli anni ’50. Questa era stata già ampiamente prevista, ben prima della pandemia che, però, potrebbe averla un po’ accelerata. Il 20 per cento dei medici è prossimo al pensione tra due anni».
Secondo i dati diffusi dalla fondazione Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei medici e degli odontoiatri (Empam), dal 2014 al 2022, i trattamenti ordinari (cioè i medici che hanno raggiunto i requisiti anagrafici o contributivi) hanno registrato un’impennata «del 257 per cento», osserva Basile. Ogni medico di base può avere un massimale di circa 1.500 pazienti e, in media, ne prende in carico circa 1.100. E l’emergenza si risente anche nella provincia di Chieti: la difficoltà si ripercuote così sulle corsie del pronto soccorso che h24 sono al servizio degli utenti. E a Chieti Scalo le criticità aumentano a causa dell’assenza di un distretto sanitario, chiuso in via Andrea Delitio nel 2019.
La realizzazione della struttura rientra nel progetto finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che ha messo a disposizione oltre 87 milioni di euro per la sanità territoriale, prevedendo nuovi ospedali di comunità e case di comunità.
Chieti è il quinto comune con più risorse previste per le case della salute che sono divise in due progetti: una struttura di tipo hub, in via Valignani (2,4 milioni di euro), e un’altra per una casa spoke da 810mila euro all’ex asilo nido Peter Pan di via Pescara.
«Sicuramente intervenire su vecchie strutture», continua Basile, «è un’occasione per rinnovare immobili fatiscenti e allo stesso tempo si velocizzano i tempi dei lavori rispetto alla realizzazione di una struttura da zero. Quella in via Valignani è una sede grande e già adibita all’ambito medico, comoda anche per la vicinanza al parcheggio di piazza Garibaldi. L’ex asilo di via Pescara è in un punto più scomodo». (e.g.)
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