E fuori c’è il Close day: noi non entriamo

La Morgia (Cast): la loro è informazione tardiva, fanno soltanto propaganda come in una fiera
LANCIANO. Dentro l’Open day e fuori il Close day. È troppo tardi per le associazioni, i comitati ambientalisti, i centri sociali e i proprietari terrieri «per parlare alla gente di elettrodotto Villanova-Gissi». E così, in netto dissenso con l’operazione di Terna, le associazioni Cast, Nuovo Senso Civico, No elettrodotto, Uallò Uallà, Zona 22, si sono organizzate per un sit-in pacifico in mezzo ad un imponente dispiegamento di forze dell’ordine che ha coinvolto polizia, Digos e vigili urbani con diversi mezzi.
Cartelli e slogan recitavano “Noi l’Abruzzo non lo svendiamo, eTerna lotta all’elettrodotto” mentre nel cortile del Polo museale è stata allestita dagli studenti una mostra fotografica per raccontare le battaglie ambientaliste in Abruzzo di ieri e di oggi.
Molte le telecamere e le macchinette fotografiche da parte di Terna per registrare ogni momento della giornata. «L’informazione preventiva che come associazione abbiamo fatto dal 2010», spiega Antonella La Morgia, responsabile del Cast (Comitato ambiente, salute e territorio), «non è allarmismo. L’informazione tardiva è invece solo propaganda. Terna non può trattare i cittadini come i clienti di una fiera che vanno al lancio di un nuovo prodotto. Se non si è costruito prima, non si può ottenere l’accettazione dei cittadini dopo, a colpi di marketing».
«Siamo disposti a parlare con Terna e lo abbiamo anche fatto in passato solo nelle sedi istituzionali, non in piazza», interviene Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico, «questo genere di discorsi si fanno alla presenza di istituzioni come Regione e Ministero, parlare così e in questo modo non ha senso». (d.d.l.)
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