E il Comune insiste: «Quel piano va rivisto»

18 Giugno 2022

Il sindaco Ferrara: «La nostra variante è l’unica soluzione». Il Pd: «La Regione si è svegliata tardi»

CHIETI. L’amministrazione comunale teatina, dopo aver ribadito con tre pareri negativi di essere contraria al progetto di velocizzazione della Pescara Roma, insiste sulla richiesta di modiche progettuali. «Se la variante dei Comuni e dei cittadini al progetto di velocizzazione della rete ferroviaria Chieti-Pescara avrà un futuro», dicono il sindaco Diego Ferrara e il presidente del consiglio comunale Luigi Febo, «sarà perché i Comuni e cittadini, da soli, si sono mobilitati. Chieti», ricordano Ferrara e Febo, ieri impossibilitati ad essere presenti e perciò rappresentati dal vicesindaco Paolo De Cesare, dall’assessore Stefano Rispoli e dal consigliere Vincenzo Ginefra, «una volta messa a conoscenza del progetto, è scesa in campo, facendo da motore a una legittima mobilitazione, al fine di avere un confronto con Rfi. E se uno spiraglio si aprirà, evitando così gli abbattimenti inizialmente previsti, è senz’altro grazie al fronte costruito dai Comuni, che in modo trasversale si sono uniti, facendo resistenza. Ci auguriamo oggi che, a fronte di questa pur tardiva presa di coscienza dei luoghi da parte dei vertici regionali, l’esecutivo affianchi i Comuni nella concretizzazione delle istanze presentate e divenute parte della fase della conferenza dei servizi, dove il 26 giugno il Comune ribadirà il no alla stesura attuale del progetto e ripresenterà la variante e la Regione avrà una importante voce in capitolo». Per i consiglieri regionale del Pd Silvio Paolucci e Antonio Blasioli «ci sono voluti oltre cinque mesi perché il presidente Marsilio andasse a verificare di persona le criticità che toccano i comuni interessati dal progetto. Una passerella che arriva a dibattito pubblico chiuso sul lotto da Chieti a Manoppello e alla vigilia della conferenza dei servizi che dovrà recepire la proposta presentata dai Comuni di concerto con alcuni dei comitati cittadini. Per mesi la Regione ha rinunciato a fare sintesi con i territori, lasciando sole le comunità di Chieti, Manoppello, San Giovanni Teatino, Alanno e Scafa», incalzano i due consiglieri che avevano chiesto un tavolo che sarebbe servito proprio a rappresentare le comunità. (a.i.)