E il datore di lavoro lo difende: è bravo, ha solo la barba lunga

19 Agosto 2021

FRANCAVILLA. «È bravo, non è un talebano. Ha la barba lunga e prega, per lui ci sono solo il lavoro, la casa e il cellulare». Hadi Hussef (nella foto), il gestore dell’autolavaggio Super di...

FRANCAVILLA. «È bravo, non è un talebano. Ha la barba lunga e prega, per lui ci sono solo il lavoro, la casa e il cellulare». Hadi Hussef (nella foto), il gestore dell’autolavaggio Super di Francavilla al Mare, parla più o meno così – davanti al microfono del Tgr Abruzzo – dell’amico e dipendente Arslan Faiz.
In un italiano stentato, Hadi prova a esprimere la sua sorpresa per le gravi accuse mosse dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo dell’Aquila nei confronti del 31enne, con il quale condivideva anche la casa che si trova nei pressi dell’attività commerciale di via Nazionale Adriatica Sud.
Ieri mattina, quando carabinieri e poliziotti hanno raggiunto l’abitazione, Arslan non ha opposto alcuna resistenza, mostrandosi collaborativo con agenti e militari che gli hanno perquisito l’abitazione anche per passare al setaccio i suoi smartphone. Il pakistano era molto attivo sui social network, che utilizzava però quasi unicamente per inneggiare alla guerra santa e parlare di questioni religiose. (g.let.)
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