Ecco l’immagine della slavina Che incombe su Lama dei Peligni
Il sindaco Di Fabrizio: attendo il responso dei tecnici. Trenta persone già sgomberate dalle loro case Frana anche la strada di Roccascalegna. A Rocca San Giovanni cede un terreno vicino alla fogna
LAMA DEI PELIGNI. Si scruta la montagna perché è altissima l’allerta valanghe a Lama dei Peligni. I cittadini e il sindaco Andrea Di Fabrizio da giorni sono in apprensione per quella parte di Maiella amica che, però, ora fa paura.
Da venerdì sera sono state evacuate una trentina di persone che vivono nelle 12 villette a schiera in via Del Calvario, che sarebbero alla fine del percorso della possibile valanga. L’ordinanza di evacuazione è stata firmata dal sindaco che non ancora dà il via libera ai residenti per tornare nelle case. «Resta l’allerta», precisa il primo cittadino, «e, finché non avrò dati analitici dai tecnici che mi assicurano che l’allarme è cessato, si resterà così. È già successo in passato, nel 2001 e nel 2012, che una slavina sia scivolata a valle, a ridosso delle case. Non vogliamo e non dobbiamo correre rischi». Così occhi puntati sulla montagna. A dire il vero si attende che altri occhi, quelli dei tecnici del Genio civile, scrutino la montagna da vicino, salendo in quota con gli elicotteri; ma questo sopralluogo non ancora si riesce a fare. «Gli elicotteri non riescono alzarsi in volo a causa di condizioni meteo avverse», spiega Di Fabrizio, «speriamo che domani (oggi per chi legge, ndc) si riesca a salire per avere dati analitici». Si resta in attesa sapendo, però, che se fino al 2001 c’era una pineta a rallentare la forza della valanga, da allora non c’è più e il rischio, come accaduto nel 2012, è che la slavina arrivi a lambire le case. Non solo, sulla direttrice della slavina ci sono tralicci dell’alta tensione, quindi c’è anche il rischio che vegano travolti con un black out dell’elettricità in tutto il comprensorio. Ma negli anni nulla è stato fatto per proteggere le case e il centro sportivo? «C’è un progetto ma è fermo al ministero dell’Ambiente dal 2012», riprende il sindaco, «prevede il rafforzamento delle rastrelliere fermaneve a monte, la manutenzione straordinaria di quelle che ci sono e un cuneo spazza fronte a valle in sostituzione della pineta divelta con la valanga del 2001. Per realizzarlo servirebbero 2 milioni di euro. Al momento dalla Protezione civile abbiamo ottenuto 150mila euro per la manutenzione straordinaria dei paravalanghe in legno».
Valanghe in montagna e frane negli altri comuni. A Roccascalegna strade sempre più martoriate dalle frane: oltre a quella di collegamento Roccascalegna-Gessopalena e Finocchieto-strada provinciale, ci sono problemi nella strada di Fontacciaro che collega a Casoli e danni ora anche alla strada verso Torricella Peligna. Ma un po’ tutte le arterie sono una groviera e oggetto di smottamenti, tanto che il segretario regionale dell’Udc Enrico Di Giuseppantonio ha chiesto ad Anas, Regione, Province e prefetti di intervenire per ripristinare le migliori condizioni nella circolazione sulle strade della regione. «Un esempio su tutti, la Statale Adriatica», dice Di Giuseppantonio, «dove il transito degli spartineve, dei mezzi pesanti dirottati più volte dalla A14 e la neve hanno fatto aprire sull’asfalto una serie di buche pericolose per gli automobilisti. Servono fondi per coprirle e poi interventi mirati in futuro». Altro smottamento sotto osservazione è in contrada Bocache a Rocca San Giovanni. «È una frana ampia», dice il sindaco Gianni Di Rito, «ma fortunatamente non pone in pericolo abitazioni e cittadini. È in campagna e si osserva perché vicino c’è una fognatura che al momento, per fortuna, non è stata colpita».
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