Ecoesse, la procura va in appello

Il pm ricorre contro il Tribunale che ha respinto la richiesta di fallimento
CHIETI. Il Tribunale respinge la richiesta di fallimento della procura ai danni della Ecoesse, la società che gestiva i parcheggi blu a Chieti e il pm, Giuseppe Falasca, annuncia di voler impugnare la decisione dei giudici Camillo Romandini, Nicola Valletta e Alberto Iachini Bellisarii.
Nella sentenza pubblicata il 19 giugno il tribunale ritiene che non è possibile affermare che sussista la incapacità della Ecoesse, assistita dall’avvocato Maria Sirolli, a far fronte ai propri debiti, in prevalenza di natura fiscale-tributaria. La Procura invece nella richiesta di fallimento, propedeutica alla inchiesta per bancarotta per distrazione, aveva sostenuto che la scissione che la Ecoesse ha deliberato nell’aprile del 2013, in favore della Blue Parking, ha determinato un totale depauperamento del patrimonio della prima, privata della autorizzazione e concessioni pubbliche di partecipazione sociale. Nelle voci attive della Ecoesse c’è un credito di 920.000 euro verso il Comune di Pescara, ma, sostiene il pm, è di dubbia esigibilità perché il tribunale di Pescara ha dichiarato nullo il contratto alla base del debito addotto (decisione tuttavia impugnata) e che la Ecoesse sarebbe debitrice nei confronti dell’ente locale di 468mila euro. Inoltre la società ha un debito verso l’Erario di 1.655.508 euro e un altro di 258.529 con la banca dell’Adriatico. Insomma secondo gli inquirenti la scissione in favore della Blue Parking è stata fatta con la intenzione di danneggiare i creditori. Ma il tribunale di Chieti fa proprie le ragioni addotte dalla Ecoesse. Perché? Per prima cosa esiste il diritto di libertà dei soci di scegliere come gestire la società fino alla presa di atto di impossibilità di conseguire la ragione sociale e alla liquidazione dell’ente. In secondo luogo, in caso di scissione, lo afferma la Commissione tributaria di Roma, la società scissa (Ecoesse) e la società beneficiaria (Blue Parking) sono corresponsabili per i debiti erariali. Con una dichiarazione del maggio scorso la Blue Parking ha rinunciato alla rivalsa verso la Ecoesse, per i debiti pagati a Equitala, per i quali è stata peraltro autorizzata la rateizzazione. (k.g.)

