EcoLan, il fatturato vola a oltre 22 milioni

Approvato il bilancio con 90mila euro di utile. I dipendenti passati da 98 (2015) a 303. La raccolta differenziata all’84%
LANCIANO. Massimo Ranieri resta a capo della presidenza della EcoLan con l’unanimità dei voti dei sindaci-soci presenti giovedì all’assemblea della Spa dei rifiuti. Una conferma, la sua, che ha messo tutti d’accordo: piccoli e grandi Comuni e campanili di centrodestra, centrosinistra e di centro. La riunione dell’assemblea dei sindaci era stata convocata per l’approvazione del bilancio 2019 e anche in questo caso la EcoLan ha fatto cappotto. Il documento finanziario presenta un utile di 90mila euro (al netto delle tasse il risultato di esercizio era di 250mila euro) che sarà ridistribuito tra i Comuni soci e un fatturato di oltre 22milioni di euro. Votato anche il nuovo consiglio di amministrazione (Cda): confermata Assunta Iocco come consigliere, mentre Umberto Di Deo, dimissionario, sarà sostituito dal geologo Antonio Scutti, di Roccascalegna, il cui nominativo è stato proposto dai piccoli Comuni.
I NUMERI. «Quando sono arrivato a EcoLan», ha ricordato Ranieri, «nessuno voleva questo incarico. La società aveva un contenzioso con il gestore, Ecologica Sangro, di 46 milioni di euro e la percentuale di raccolta era molto bassa. A Lanciano avevamo il 29,7%, oggi siamo ad oltre il 77% e in tutto il bacino EcoLan la media è dell’84%. Nel 2015 c’erano 98 dipendenti, oggi ne contiamo 303. I Comuni-soci nel 2012 erano 53, a luglio saranno 71. In 55 di questi svolgiamo il servizio di igiene urbana, solo quest’anno ci sono stati 22 affidamenti da parte di Comuni prima gestiti dalla Rieco. Abbiamo ottenuto finanziamenti per 11.350.000 euro, tra cui 8 milioni di fondi Cipe per la realizzazione dell’impianto Forsu per il trattamento del pattume organico».
LA DISCARICA DI CERRATINA. Tra le comunicazioni del presidente in seguito all’approvazione del bilancio, il discorso si è incentrato immancabilmente sulle polemiche riguardo l’ipotesi di ampliamento della discarica di Cerratina. «Si sono dette cose che vanno chiarite», ha esordito Ranieri, «come ogni anno il gestore con perizia giurata, comunica il volume residuo dell’impianto che al 31 dicembre 2019 risultava di 474.000 metri cubi. Tolto il quantitativo di metri cubi necessari alla chiusura, il volume residuo è di 287.575 metri cubi. La discarica esaurirà il suo ciclo di vita a gennaio 2023».
LA POLEMICA POLITICA. «Nessuno ha nascosto nulla e nessuno ha circuito i sindaci», rimarca Ranieri. Il riferimento è alla spaccatura creatasi a Lanciano nella maggioranza Pupillo durante l’ultimo consiglio comunale. «Il documento a cui si fa riferimento sia da parte della maggioranza (Progetto Lanciano e Insieme a sinistra, ndc) che della minoranza», specifica il presidente EcoLan, «è un disciplinare di esproprio dove si dice a chiare lettere che EcoLan provvederà, prima dell’avvio della procedura espropriativa, a inserire nei propri atti di programmazione/pianificazione, l’intervento di ampliamento della discarica, facendo approvare in sede di assemblea il relativo progetto di fattibilità. Nessuno ha preso in giro nessuno. L’iter è molto lungo, per questo ci siamo attivati in tempo: il concessionario dovrà espropriare i terreni per avviare le procedure che prevedono il passaggio in consiglio comunale e in Regione». E a dimostrazione che non ci sono punti oscuri nell’ipotesi EcoLan, Ranieri cita delle date: «Abbiamo incontrato Progetto Lanciano il 6, 12 e 13 novembre e il 9 gennaio Fratelli d’Italia. Alla richiesta di accesso agli atti da parte della consigliera Tonia Paolucci il 29 gennaio abbiamo consegnato la corposa documentazione il 27 febbraio, nei limiti di legge». Ma a Palazzo di città gli animi non sono sereni. Progetto Lanciano ha confermato la fiducia a Pupillo, ma oggi ha chiesto un nuovo incontro. E tutto può succedere.
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