Elezioni provinciali da rifare, ora il centrodestra va dai giudici

21 Dicembre 2021

Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia contestano la decisione di ripetere il voto solo per 16 Comuni: «Ci rivolgeremo al Tar perché la consultazione è falsata, Scopino continua a negarci tutti i verbali»

CHIETI. Il giorno dopo le elezioni provinciali saltate per un errore nella consegna delle schede elettorali, il centrodestra parte all’attacco dell’amministrazione provinciale di centrosinistra, capitanata dal vicepresidente Arturo Scopino. La coalizione si oppone alla decisione di rifare le elezioni giovedì solo per 16 comuni, presa da Scopino con un decreto emesso due sere fa in extremis, dopo che non tornavano i conti dell’ufficio elettorale. Per il centrodestra rifare le elezioni solo per pochi comuni ne falsificherebbe il risultato, perché si andrebbe a rivotare sapendo già chi ha vinto. Sebbene, infatti, ci sia stato un «errore materiale» nella consegna delle schede degli amministratori di due fasce demografiche (complessivamente 16 comuni), non sarebbe in dubbio la vittoria del candidato di centrosinistra, il sindaco di Vasto Francesco Menna (Pd), su Filippo Paolini, sindaco di Lanciano. Non solo: si conoscono anche chi sono i candidati consiglieri che hanno preso più preferenze. Votare con tutte queste informazioni invaliderebbe la stessa elezione. La strada scelta dal centrodestra per bloccare tutto è quella del ricorso al Tar, ma per scriverlo servono i verbali della commissione elettorale. Documenti chiesti fin dalla prima mattinata di ieri dai presentatori delle liste di centrodestra (il sindaco di Gamberale Maurizio Bucci, quello di Casalanguida Luca Conti e quello di Fara San Martino Antonio Tavani) ma sino a ieri non consegnati. Per questo motivo il responsabile organizzativo regionale di Forza Italia Mauro Febbo, il coordinatore provinciale della Lega Luigi Leonzio, e lo stesso Tavani, responsabile provinciale di Fratelli d’Italia, insieme ai consiglieri comunali di Chieti e Francavilla, Maurizio Costa e Giovanni Angelucci, sono andati ieri in Provincia per cercare di ottenere i verbali. Li ha ricevuti il vicepresidente Scopino che, però, non li ha consegnati. «Abbiamo dato mandato ai nostri avvocati», fa sapere Febbo, «prima di tutto di fare una diffida per ottenere i documenti propedeutici al ricorso al Tar, unico modo per invalidare queste elezioni. Il voto ormai è noto, manca il requisito della segretezza, con queste condizioni il risultato sarebbe falsato, sia per quanto riguarda il numero dei seggi da ripartire tra le due coalizioni, sia per quello che concerne il numero dei seggi all’interno delle coalizioni. Non ci hanno dato le carte e questa è l’ennesima grave scorrettezza». Febbo se la prende anche con il capogruppo Pd Silvio Paolucci in consiglio regionale: «Nonostante il “pastrocchio”, per usare un eufemismo, che hanno combinato, Paolucci va dicendo che hanno stravinto le elezioni provinciali. Ma il risultato per il centrosinistra è tutt'altro che roseo: è uguale a quello della volta scorsa, nonostante abbiano svenduto Lanciano che è stata estromessa dal Comitato ristretto dei sindaci, nonostante l'accordo con i 5stelle e il ribaltone elettorale di Chieti il cui voto ponderato è il più importante». Rincara la dose la capogruppo in consiglio comunale di FdI Carla Di Biase: «Rimaniamo esterrefatti da ciò che è avvenuto, che delegittima anche il risultato dello stesso centrosinistra. L’incapacità organizzativa dell’unica Provincia governata dal centrosinistra è inaccettabile».
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