Entra nel profilo Facebook dell’ex Ora rischia fino a 3 anni di carcere

Un 33enne è finito sotto processo con la pesante accusa di accesso abusivo a un sistema telematico La denuncia presentata dalla donna: «Ha letto di nascosto una mia conversazione sui messaggi privati»
CHIETI. Avviso ai naviganti: entrare di nascosto nel profilo Facebook di un’altra persona è un reato e si rischia una condanna fino a tre anni di carcere. Ecco perché la procura della Repubblica dell’Aquila, competente in tutto l’Abruzzo per i reati informatici, ha contestato a un 33enne del Chietino l’articolo 615-ter del codice penale, vale a dire l’«accesso abusivo a un sistema telematico». Il giovane è accusato di essersi introdotto in modo fraudolento nella bacheca virtuale dell’ex fidanzata, di due anni più giovane, con la quale aveva anche convissuto. Il processo è iniziato ieri mattina davanti al nuovo giudice monocratico del tribunale teatino Morena Susi; per l’accusa, c’era il pm d’aula Natascia Troiano.
LA DENUNCIA
Pochi mesi dopo la fine della relazione, la vittima ha deciso di denunciare l’ex. Il motivo? Nel corso di una conversazione, lui ha accennato a una prenotazione fatta dalla donna sul sito booking.com, vale a dire il colosso per prenotare online alloggi e vacanze. Secondo la 31enne, quell’informazione poteva essere appresa solo leggendo i messaggi privati del suo social network.
LE ACCUSE
I sospetti, secondo il pm dell’Aquila Roberta D’Avolio, si sono dimostrati fondati. Gli investigatori del Compartimento di polizia postale di Pescara hanno infatti scoperto che il 33enne, dopo aver «carpito le credenziali di accesso», si è reso protagonista di un “blitz” nel profilo della ex utilizzando sia la connessione internet del cellulare a lui intestato, sia il wi-fi di casa. A quel punto, sempre in base alle accuse, l’imputato è entrato nell’applicazione Messenger e ha consultato una conversazione tra la ex e un altro uomo nella quale si parlava della prenotazione di cui sopra. Resta da capire come il 33enne si sia procurato le password.
LA PROSSIMA UDIENZA
L’imputato, assistito dall’avvocato Fabio Vincenzo Palermo del foro di Chieti, avrà l’opportunità di respingere le accuse e fornire la propria versione dei fatti già a partire dalla prossima udienza, in programma il 2 novembre, durante la quale verrà ascoltato anche uno dei poliziotti che si è occupato delle indagini. La procura ha citato come testimone pure la vittima, che ha deciso di non costituirsi parte civile. Il pubblico ministero ha depositato in aula alcuni messaggi Whatsapp che, per l’accusa, ricostruiscono il contesto in cui sono avvenuti i fatti.
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