Esordio Virtus allo stadio proteste nel rione blindato

Auto rimosse con il carro attrezzi, difficoltà per raggiungere l’hospice e durante la partita botte tra giovani a Santa Rita ma nessuno interviene

LANCIANO. Un quartiere, quello dei Cappuccini, blindato e inaccessibile alle auto nel raggio di un chilometro: tutto il perimetro attorno allo stadio comunale Guido Biondi “saluta” così la prima partita in casa della Virtus nel campionato di serie B. E il dispiegamento di forze dell’ordine è talmente imponente che si è riesce a intervenire per una rissa nel quartiere Santa Rita solo quando è troppo tardi.

Sicurezza e proteste. Scatta dalle 9 del mattino. È questo l’orario di chiusura di via Belvedere, la strada che deve ospitare l’arrivo dei tifosi. Sono numerose le auto parcheggiate lungo la strada che vengono prelevate dai carri attrezzi. Numerosi anche i disagi per i residenti e per chi frequenta la strada per recarsi nei vari supermercati e scuole della zona. Dalle 14 inizia l’afflusso vero e proprio dei tifosi. Sul lato della curva sud e dei distinti si registra qualche ritardo per l’apertura dei cancelli e dei tornelli, arrivati a imbrigliare uno stadio che a tutti pare da subito “un carcere”. I pensionati che hanno l’abbonamento per le tribune fanno qualche rimostranza agli steward all'ingresso. «Abbiamo pagato per stare in tribuna, non vogliamo andare in curva sud», dice qualcuno. Ma le disposizioni sono ferree. I display dei tornelli non riconoscono gli abbonamenti delle tribune, chiuse per mancanza di un documento che ne certifichi il collaudo: bisogna indirizzarsi per forza agli ingressi dei distinti e della curva sud. Dal lato nord il paesaggio è lunare. Non c’è quasi nessuno in strada.

Steward e hospice. Via Belvedere è bloccata da due file di betafence all’ingresso della curva nord che deve ospitare i tifosi ospiti. Ci sono numerosi steward (un’ottantina quelli impegnati in tutto l’impianto) e poliziotti in borghese e in divisa. Ci sono quattro volanti della polizia a sorvegliare l’ingresso delle auto dei residenti e di chi deve recarsi nel vicino Hospice Alba Chiara, che ospita malati terminali. I parenti dei pazienti in cura hanno numerosi disagi per raggiungere i loro cari. C’è apprensione perfino per un decesso. Il carro funebre è atteso per le 15,30 e i parenti sperano di non incrociare la tifoseria dell’Empoli: «sarebbe un bel problema», sospira un anziano. I tifosi toscani arrivano in ritardo, manca qualche minuto all'inizio della partita. I primi, che entrano alla spicciolata, sono arrivati con un minivan privato, il resto, una trentina, con un bus scortato da due volanti.

Rissa e malori altrove. Intanto nel quartiere Santa Rita si consuma un mezzo dramma. È passato qualche minuto dopo le 16 e nell’angolo tra via Sigismondi e via Marciani in sei se le stanno dando di santa ragione. Attorno ci sono pensionati e passanti che assistono terrorizzati alla rissa. A uno di loro viene rubato un bastone utilizzato per picchiare chiunque venga a tiro di quel gruppetto. A un vicino tabacchi viene preso il portaombrelli e il bastone per le tende, usati anch’essi nella rissa. In diversi chiamano le forze dell’ordine, polizia e carabinieri. Due, tre, quattro chiamate con richieste concitate e impaurite di intervento urgente. «Ci hanno risposto che erano tutti impegnati con la partita», racconta un testimone al Centro, «ci dicevano che avrebbero provveduto, ma sono arrivati quando ormai la rissa era finita e i protagonisti si erano dati alla fuga. Non è arrivato nessuno per sedare la lite e prestare soccorso, eppure i vigili ci sono sempre quando devono fare le multe». In corso Roma una donna invitata a un matrimonio nella chiesa del Purgatorio si è sentita male. Anche in questo caso i soccorsi sarebbero arrivati dopo un po’.

Daria De Laurentiis

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